Rotary Ancona Conero: alla Caritas un triciclo elettrico per consegna pasti

Donato all’associazione SS. Annunziata OdV gestore della Caritas Diocesana Ancona-Osimo

Ancona, 15 giugno 2021 – Un triciclo a pedalata assistita per la consegna dei pasti caldi a domicilio agli anziani, ai disabili e a tutti i residenti nel centro storico impossibilitati a raggiungere le mense cittadine in maniera autonoma.

È il dono da parte del Rotary Ancona Conero all’associazione SS. Annunziata OdV, ente gestore della Caritas Diocesana Ancona-Osimo, consegnato questa mattina presso la sede di Via Podesti alla presenza del Vescovo S.E. Mons. Angelo Spina, del presidente del Club Rotary Ancona Conero avvocato Paolo Pauri, del direttore della Caritas Simone Breccia e di alcuni soci rotariani intervenuti all’evento.

Il progetto è stato sviluppato dal Club Rotary Ancona Conero in collaborazione con l’assessorato alla Salute del Comune di Ancona e alla Caritas regionale. Il triciclo modello Eco Clean, realizzato dall’azienda Brezza di Vigevano, è costato circa cinquemila euro e  può contenere nel vano posteriore diversi contenitori isotermici impilati, nel rispetto delle normative Haccp.

La finalità principale dell’iniziativa è quella di permettere il raggiungimento, soprattutto in un periodo così difficile per le ricadute economiche legate al Covid-19, della popolazione fragile ed anziana tramite una distribuzione di pasti ecosostenibile, rapida e capillare nel tessuto urbano, nel centro storico caratterizzato da vie strette, pochi parcheggi, salite impervie.

«Questo strano e inconsueto mezzo ci ha incuriositi – ha sottolineato Pauri – ma ne abbiamo subito colto le potenzialità per aiutare in maniera capillare le persone fragili. Ci auguriamo che possa essere utile alla Caritas Diocesana Ancona-Osimo che ringraziamo per aver accettato il nostro dono».

La risposta di Mons. Spina non si è fatta attendere: «Un dono che ci rallegra moltissimo – ha rimarcato Sua Eccellenza – Il Club Ancona Conero compie 50 anni nel 2021 proprio come la Caritas, e vi ringraziamo di cuore per intervenire con azioni concrete verso i più bisognosi. Festeggiamo le nozze d’oro in cammino su questo mezzo elettrico, agile e amico dell’ambiente, che porterà i nostri volontari a casa delle persone fragili per consegnare loro i pasti caldi. Accogliere, promuovere, integrare e accompagnare sono le nostre parole chiave; è fondamentale creare una relazione umana con gli anziani, le persone disabili o ammalate, e Ancona in questo senso è una città ricca di relazioni. Il che la rende ancora più bella!»

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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