Mons. Angelo Spina incontra ragazzi e operatori dell’Irs l’Aurora

La visita del Vescovo presso la Comunità terapeutica di Massignano

Massignano (AN) – La scorsa settimana, il Vescovo di Ancona Mons. Angelo Spina ha effettuato una visita presso la comunità terapeutica IRS l’Aurora di Massignano per una presa di contatto diretta con tutti  i ragazzi, i volontari e gli operatori.

Si è trattato di un desiderio manifestato dalla stessa struttura di accoglienza con l’intento di avviare un rapporto interpersonale che potesse consentire una conoscenza profonda degli ospiti presenti nella comunità e delle loro storie, ma che fosse anche capace di trasmettere un messaggio pastorale e umano di vicinanza e di sostegno.

Il Vescovo di Ancona Mons. Angelo Spina con gli ospiti della comunità di Massignano

In effetti l’incontro ha fatto emergere vissuti e situazioni con vari livelli di problematicità , ma anche speranze e desiderio di riscatto, pur all’interno di percorsi individuali complessi.                                                              Con grande semplicità ognuno  ha parlato di sé e molto bello è stato l’approccio che il Vescovo ha saputo creare con i ragazzi.

Un rapporto molto confidenziale (anche se il Vescovo non poteva non apparire agli occhi dei suoi interlocutori come un’autorità), che ha fatto emergere il bisogno in  ciascuno di essere ascoltato e non giudicato, capito e non compatito, con una disponibilità al confronto e a momenti di riflessione su se stessi.

Gli ospiti della comunità hanno accolto il Vescovo  offrendogli un piccolo e semplice momento conviviale preparato da loro stessi, che Mons. Spina ha dimostrato di gradire molto, con lo spirito di amicizia e vicinanza che ha caratterizzato questo incontro.

 

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Conte alla conta: cercasi quaglie pronte a saltare

Frenetico mercato di voti e politici per allungare la legislatura


Camerano, 16 gennaio 2021 – Siamo alla conta, al mercato delle vacche, al salto della quaglia, chiamatelo come volete ma, da qualunque parte lo si guardi, il frenetico mercimonio in atto in Parlamento e al Senato (foto) per raccattare i voti necessari alla sopravvivenza del Governo Conte-PD-5Stelle è davvero poco edificante e irrispettoso.

Roba da Repubblica delle banane che, seppur visto e rivisto fin dai tempi della DC e praticato da tutti i partiti politici, evoca sostantivi di segno negativo come tradimento con tutti i suoi sinonimi: infedeltà, voltafaccia, inganno, truffa…

Eh sì, perché ci sta che un politico liberamente e regolarmente eletto dai cittadini all’interno di una precisa compagine politica, durante la successiva legislatura possa cambiare idea. “Solo i morti e gli  stupidi non cambiano mai opinione” ebbe a dire già nel 1800 lo scrittore e critico statunitense James Russell Lowell. Quel che non ci sta, e che invece è avvenuto e sta avvenendo a Roma in questi giorni, è che a cambiare idea, tornare sui propri passi o cambiare radicalmente e di botto schieramento politico, siano senatori della Repubblica che lo fanno per puro tornaconto personale.

Qualcuno lo fa per soldi, altri lo fanno per garantirsi un futuro politico e per restare quanto più possibile all’interno del Palazzo, altri ancora lo fanno per consumare vendette personali. Insomma, qualunque siano le vere molle che li portano al salto della quaglia, saranno tutti concordi e accomunati da un’unica dichiarazione ufficiale: “In questi tempi così difficili, lo facciamo per senso di responsabilità; il Paese versa in gravi condizioni economiche e sociali, è nostro dovere dare una mano per uscire dalla crisi”.

Quel che è peggio, è che la Costituzione glielo permette. Nel caso di una crisi come quella attuale, prima di rimettere il mandato nelle mani del Presidente della Repubblica, un Presidente del Consiglio ha il dovere di verificare se in Parlamento ci sono i numeri e le persone necessarie a garantirgli una maggioranza. Da dove arrivino quei numeri, o a quali schieramenti politici appartengano le persone, non interessa a nessuno. Non importa se a garantire i numeri sia un’accozzaglia di colori senza senso e dignità politica: gialli, rossi, verdi, azzurri, va tutto bene purché sia. Purché duri. A qualsiasi prezzo. Alla faccia delle ideologie, dei programmi elettorali, della storia e dei percorsi.

Alla faccia di quei babbei di cittadini che, votato il programma di un partito e dato mandato a una loro figura politica di fiducia affinché lo realizzi nell’arco di una legislatura, dopo un anno o due vedono questa figura cambiare idea, a volte corrente, spesso partito.

Qui, non si tratta di andare a votare a tutti i costi: se un’altra maggioranza è possibile, è corretto che il premier Conte ne prenda atto, la metta insieme e continui nel mandato. Qui, si tratta di avere in Parlamento più politici capaci, coerenti, responsabili e meno mandriani e quaglie. Come fece a suo tempo Gesù Cristo, sarebbe opportuno cacciare i mercanti dal tempio. Pardon, dal Palazzo.

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