Si chiama Dark il cane guida donato dal Lions Club Castelfidardo

Grande risalto e partecipazione alla cerimonia di consegna dell’animale ad una persona non vedente

Castelfidardo, 21 novembre 2019 – Lo scorso sabato, si è svolta la cerimonia di consegna ad una persona non vedente di un cane guida di nome Dark, offerto dal Lions Club Castelfidardo – Riviera del Conero nell’ambito delle attività caratterizzanti l’impegno Lions nell’area vista e nell’area comunità.

L’evento ha avuto un ampio riscontro, così come testimoniato dalla folta platea presente. Oltre all’Amministrazione comunale rappresentata dal sindaco Roberto Ascani e dagli assessori Ilenia Pelati e Romina Calvani, hanno presenziato il parroco don Bruno Bottaluscio, due militari dell’Arma della locale Stazione Carabinieri delegati dal Comandante Grossi ed i dirigenti dei quattro istituti comprensivi.

Castelfidardo – La cerimonia di consegna del cane guida Dark ad una persona non vedente ad opera del locale Lions Club

Significativa la presenza di circa 50 studenti, tra i quali i componenti del Circolo Fotografico dell’I.I.S. Laeng-Meucci, già distintisi con ottimi risultati nel recente concorso fotografico sull’ambiente indetto dai Lions a livello regionale. Gradita, inoltre, la presenza del Mini Sindaco e di tutti i membri del Consiglio comunale dei Ragazzi. Va altresì menzionata la partecipazione delle principali Associazioni culturali e di volontariato della realtà cittadina: Avis, Anc “Gentile”, Centro Caritas & Missioni, Croce Verde, ass. G. Marcosignori, Tracce di 800, R. Follereau, nonché, a livello di autorità lionistiche, del presidente del Lions Club Osimo Achille Ginnetti, del presidente di zona dr. Massimo Torcianti e dell’officer di circoscrizione Marche per il service “Cani Guida” Pericle Truja.

Massima convergenza, sia da parte dei rappresentanti delle istituzioni che degli studenti, sulla valenza dell’iniziativa specifica e dell’operato dei Lions, volti a lenire il disagio di chi non è dotato della vista. Emerso in modo univoco il concetto su quanto sia fondamentale acquisire consapevolezza in relazione a quello che si deve e si può fare con la buona volontà e la sensibilità nei confronti di chi è “meno fortunato di noi”.

D’obbligo ricordare il Centro Cani guida Lions di Limbiate, luogo dove lo splendido labrador Dark è nato, cresciuto e diventato un cane guida.  La meravigliosa struttura, che festeggia i 60 anni di attività, è stata degnamente rappresentata e descritta dal presidente Giovanni Fossati. Altrettanto interessante e preziosa la testimonianza dell’istruttore di Dark, Gianni Dettoni, il quale ha risposto puntualmente alle domande del tutto pertinenti formulate dai ragazzi presenti.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

I riti del Natale per scacciare le solitudini

Luminarie, alberi di Natale, presepi e pranzi in famiglia


Camerano, 8 dicembre 2022 – Ma cos’è che davvero ci spinge l’8 dicembre a decorare le nostre case con luminarie sulle siepi o sulle ringhiere dei balconi, alberi di Natale e presepi? Cosa ci muove davvero, quando corriamo per negozi con la lista dei regali da fare a mogli, mariti, figli, parenti vari, amici, vicini di casa? O, sempre con la lista in mano, ci fiondiamo nei centri commerciali per acquistare una montagna di leccornie che addolciranno e arricchiranno i pranzi della Vigilia, di Natale, di Capodanno?

Certo, c’è chi risolve tutto prenotando un tavolo al ristorante, ma non è la stessa cosa del passare le festività in famiglia, perché al ristorante certi riti familiari non si possono consumare, e le persone hanno un estremo bisogno di riti. Li cercano, li organizzano, li consumano i riti a seconda delle situazioni per non sentirsi soli. Per sentirsi coppia, famiglia, comunità. Per sentirsi vivi, necessari, per sentirsi amati. E quando ami qualcuno glielo devi dire guardandolo/la negli occhi, sfiorandolo/la con una carezza.

La popolazione mondiale sta per raggiungere gli otto miliardi di esseri umani con, in alcuni casi, sovraffollamenti difficili da gestire. Nonostante ciò, gli esseri umani si sentono sempre più soli – si comportano e vivono, sempre più, coniugando le più svariate forme della solitudine. E forse è proprio per questo che rincorrono e coltivano i riti come quello del Natale, per scacciare – almeno per qualche giorno – quella endemica angoscia prodotta dalla solitudine che non confesseranno mai, ma che si portano dentro dalla nascita nascosta fra l’anima ed il cuore.

Con l’avvento dei social, poi, le solitudini hanno subito un’impennata. Si passa sempre più tempo davanti ad uno schermo e una tastiera, a dialogare con una fotografia. Non si va più per negozi, e regali e prodotti si acquistano nella solitudine di una cameretta scegliendo attraverso un’immagine e confermando l’acquisto con un click. Nessun rumore, nessun odore o profumo, niente scambio di pareri o d’informazioni con un venditore o una commessa, solo un click.

Siamo sempre più maledettamente soli. Più lo siamo, meno accettiamo di confessarlo: difficile trovare le parole per comunicare agli altri un malessere così profondo; forse non esistono parole per dire a voce, guardandosi negli occhi: “abbiamo bisogno di noi, di viverci, di confidarci, di fidarci”. Così, senza parole, esorcizziamo l’angoscia prodotta dalla solitudine affidandoci all’esternazione delle luminarie, all’accensione dell’albero di Natale, all’acquisto dei regali e all’organizzazione di pranzi e cene. Consapevoli, nel profondo, che dopo Santo Stefano la magia svanirà. Ma va bene così. Sappiamo fin troppo bene che la felicità è effimera e dura pochi istanti. Allora, godiamoci questo istante possibilmente in famiglia. Per non sentirsi soli, per sentirsi vivi!

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