Volontariato civico e cittadinanza attiva

Il Comune di Camerano cerca persone di buona volontà e con tempo libero per metterlo a disposizione della collettività

Camerano, 14 settembre 2018 – Hai tempo libero e buona volontà? Il Comune fa sapere che è possibile svolgere servizi di volontariato civico a favore della collettività e del territorio.

I volontari possono svolgere attività in vari ambiti: quello culturale (informazione nelle mostre, supporto di attività e manifestazioni ricreative); quello sociale (sorveglianza e attraversamento bambini all’entrata/uscita dalle scuole, su scuolabus e pedibus, sostegno alle forme di disagio ed emarginazione sociale, supporto nell’assistenza a persone diversamente abili); quello tecnico (tutela dell’ambiente, piccola manutenzione degli spazi pubblici, dell’arredo urbano e delle aree giochi per bambini).

Ovviamente è possibile svolgere ulteriori attività proposte dal volontario in accordo con il Comune.

Il servizio è finalizzato a realizzare forme di cittadinanza attiva, di partecipazione alla gestione e manutenzione del territorio, alla tutela e alla promozione del benessere della comunità, favorendo rapporti di convivenza civile e coesione sociale.

Per lo svolgimento delle attività e dei servizi, i cittadini interessati possono presentare domanda di iscrizione presso l’ufficio dei Servizi alla persona del Comune. I volontari sono coperti da assicurazione infortuni e responsabilità civile verso terzi per danni personali o prodotti a terzi nell’espletamento dell’attività.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

a cura di Paolo Fileni
Pane Burro & Marmellata

CAOS DEL GIORNALISMO – CASTE DELL’INFORMAZIONE

12 novembre 2018 – Editori di giornali, giornalismo e giornalisti nell’occhio del ciclone in Italia. Una categoria, quella dell’informazione nostrana, che un po’ rispecchia l’andazzo della Nazione e dove da tempo occorrerebbe mettere mano. Con il Governo attuale pronto a farlo come i 5stelle e Di Maio hanno preannunciato.

Caos è il primo termine che mi esce dalla penna, con tutto il rispetto verso i vari attori della commedia. Dove, a proposito di teatro, i vari registi mettono in scena la stessa rappresentazione ma interpretandola ognuno a modo proprio. Una scenografia da teatro dell’assurdo disegnata su più livelli dove, a farla da padrone, ci sono in primis gli editori e in secundis i profitti. Con quel diavolo di Godot (l’informazione seria e professionale), che tutti aspettano ma che non arriva mai.

Traduciamo. Gli editori, che hanno la cassa in mano, pagano otto euro a pezzo (spese comprese) alla stragrande maggioranza dei giornalisti. Facciamo due conti. Per arrivare a guadagnare uno stipendio di 1.200 euro, il poveretto dovrà scrivere 150 pezzi in un mese. Sono cinque articoli al giorno per 30 giorni. E questo significa che o fai tanti copia-incolla o non ce la fai.

Contributi statali alla carta stampata? Ammontano ad oltre 52milioni di euro l’anno (dati 2017). Avvenire, 5,9 mln; Italia Oggi 4,8; Libero 3,7; Il Manifesto 3 mln; Quotidiano del Sud 2,8, per citare i primi 5. Con i periodici della Chiesa che la fanno da padrone e con finte cooperative create ad hoc per poterli incassare. Forse caos non è il termine adatto.

Giornalisti schierati? Certo, tutti quelli che scrivono per testate schierate o di proprietà di partiti politici. Se non sei d’accordo, o cambi giornale o cambi mestiere. Tanti si allineano.

L’Odg, l’ordine nazionale dei giornalisti, tutto questo lo sa benissimo ma si limita a pretendere 120 euro l’anno come quota associativa da parte degli iscritti. Da tutti, compresi quelli, la maggioranza, che a 1.200 euro al mese non arriveranno mai. E lo sa benissimo anche la Fsni, il sindacato unitario dei giornalisti che a loro nome firma i contratti nazionali di categoria. Lo sa la Fieg, federazione editori giornali, e l’Usigrai, sindacato giornalisti Rai… Tutti lo sanno e nessuno che intervenga.

Esistono editori seri che editano giornali seri dove scrivono tanti giornalisti in gamba, che con difficoltà immani si muovono in questo marasma da riordinare e bonificare. E mi sa che dopo questo pezzo, anch’io dovrò cambiare mestiere…

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