Via dell’industria nuovamente piena di buche

La denuncia arriva da Maria Grazia Mariani

Osimo, 1 settembre 2020 – Nel 2018  l’amministrazione Pugnaloni faceva asfaltare parte di Via dell’Industria e, contestualmente, chiudeva l’accesso da Via Sbrozzola in attesa di definire un contenzioso con la ditta che aveva realizzato la strada anni addietro.

Oggi, a distanza di circa due anni, sembrerebbe che i problemi in quella strada non siano stati risolti anzi, siano peggiorati.

A denunciarlo è Maria Grazia Mariani, ex candidata a sindaco di Osimo, che sottolinea: «La strada versa in pessime condizioni. Mi sono ritrovata casualmente a transitarvi, l’accesso da Via Sbrozzola è ancora sbarrato con blocchi di cemento e parte della strada è utilizzata a parcheggio di mezzi pesanti, abbandonata a se stessa e piena di sterpaglie».

Quel che ha colpito la Mariani, è che a distanza di circa 18 mesi dall’ultima asfaltatura la strada si presenta nuovamente piena di buche.

Maria Grazia Mariani del gruppo osimano di Fratelli d’Italia

«Addirittura – sbotta la Mariani – alcuni tratti sono stati già oggetto di rattoppi. Una asfaltatura ben fatta, mi dicono, dura generalmente 8-10 anni. Perché in Via dell’Industria il manto stradale non ha retto neanche due anni? Si tratta di lavori a risparmio (si fa per dire!), o di lavori eseguiti male? Il PD dovrà darne conto agli osimani».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Eravate rincoglioniti anche prima!”

Diventa virale sui social un post critico a firma Lorena Verucchi


27 ottobre 2020 – Le restrizioni imposte dall’ultimo Dpcm firmato dal premier Conte e in vigore da un paio di giorni, con le sue restrizioni, sospensioni e chiusure anticipate, ha scatenato sui social una ridda di reazioni disordinate, frastornate, spesso accusatorie. Ne riporto una, integralmente anche se cruda, a firma Lorena Verucchi che sta diventando virale a forza di condivisioni. Lascio al lettore ogni interpretazione e/o reazione, aggiungendo un personale quesito: ma davvero eravamo, o siamo, così?

Fossi in Conte, adotterei le stesse misure anticovid della Svezia e farei selezione negli ospedali come la Svizzera. Poi, mi preparerei 20 kg di popcorn e 10 casse di birra e mi godrei lo spettacolo di vedervi morire come mosche.

Sono parole forti, lo so, ma sentirvi lagnare per ogni cazzo di cosa che vi si dice è alienante. “Dittatura sanitaria”, “Conte come il DVCE” e altre vaccate così (pronunciate, spesso, proprio da fascistoidi) fanno ridere, se non ci fosse da piangere.

Avete rotto i coglioni con gli autobus pieni zeppi e, ora che vogliono reintrodurre una d.a.d. più forte (per ridurre assembramenti dentro le scuole e nei mezzi pubblici) rompete ancora la fava perché “i vostri figli sono in prigione”.

I teatri sono in crisi da 20 anni perché nessuno ci andava (preferivate stare a casa a guardare la D’Urso) e ora che li hanno chiusi, sembrate tutti Dario Fo. Scaricavate film pirata da internet e, per questo, i cinema chiudevano. Ma ora siete tutti Fellini. Comprate di tutto su Amazon, ma ora vi stanno a cuore i negozietti di quartiere e i poveri artigiani.

La verità è che siete ipocriti. Disfattisti. Ignoranti come bestie. Vi meritate il dj del Papeete a capo della vostra mediocrità. Il virus, dopo le 18, non è più contagioso? La mascherina è dannosa perché ti fa respirare la tua CO2 e ti rincoglionisce, vogliono far fallire l’Italia ecc… No, mi dispiace deludervi. La mascherina non c’entra. Eravate rincoglioniti anche prima.

Poi, ovviamente, capisco che essere una partita iva, di questi tempi, sia la cosa peggiore che possa esserci. Ma è una pandemia. Tutto il mondo è in questa situazione. Addirittura molto peggio. Cosa era meglio? Tenere il negozio aperto e avere tutti i clienti morti?

Comunque vi invidio. Vorrei essere anche io come voi e urlare: non ce n’è coviddi! e avere sempre la verità in tasca, dall’alto della mia cultura maturata presso l’università della vita.

Ne usciremo migliori. Manco per il cazzo”.

Lorena Verucchi

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