In arrivo 400mila euro per la manutenzione straordinaria delle strade

I primi lavori, a detta del sindaco Pugnaloni, potranno partire già a settembre

Osimo, 10 giugno 2020 – «Nella delicata situazione del bilancio attuale – spiega Michele Feliciani, capogruppo di Energia Nuova – con carenze di liquidità e tante opere da fare, si temeva fosse impossibile portare avanti l’importantissimo piano asfalti che avrebbe rimesso a nuovo le strade che necessitano di manutenzione. La buona notizia invece è che sono in arrivo 400.000 euro per la manutenzione straordinaria delle strade».

Una bella notizia davvero per gli osimani che da anni lamentano un’incuria al limite dell’inaccettabile per molte arterie cittadine sia del centro sia delle periferie. Un obiettivo raggiunto: «grazie all’impegno dell’assessore ai Lavori pubblici Flavio Cardinali – conclude Feliciani – che permetterà l’apertura di almeno tre cantieri cruciali nel territorio osimano».

Già nel 2020, a detta del capogruppo, partiranno i lavori nelle strade ritenute prioritarie dopo i sopralluoghi effettuati, dedicando il budget ai tratti più bisognosi di manutenzione. Strade come Via Montegalluccio, che da San Biagio sale a Santo Stefano, oppure la zona tra le Vie Adige e Ticino a Padiglione sono quelle che hanno mostrato le carenze maggiori.

Di rilevo anche l’incrocio tra Via Colombo e Via Tiziano, oltre a Via Fontemurata. Le vie monitorate comunque non si concludono qui, e riguardano anche altre frazioni.

Come spiegato dal sindaco Simone Pugnaloni, dopo la variazione al bilancio in Consiglio comunale, l’obiettivo è quello di dare il via libera alle ditte per l’inizio lavori già a settembre, con le tempistiche che terranno conto dell’entità dei singoli interventi.

 

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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