Importanti sviluppi per il bypass Via di Jesi – ponte sul fiume Musone

4,1 milioni di euro stanziati per i lavori parziali e per la progettazione dell’intera variante che prevede una nuova strada a scorrimento veloce

Osimo, 3 gennaio 2021 – Dopo aver approvato in Giunta il progetto esecutivo del tratto di variante della direttrice Ancona – Macerata che collegherà la rotatoria già realizzata in Via di Jesi con il ponte sul fiume Musone, bypassando il centro abitato della frazione di Padiglione, é ora in corso la gara per la realizzazione presso la stazione appaltante, con l’obiettivo di iniziare i lavori già a Pasqua.

«Un’opera fondamentale per la nostra città – dichiarano i Popolari Uniti per Osimo – che abbiamo sempre sostenuto con forza e considerato strategica, in quanto permetterà di decongestionare il traffico dall’incrocio di Padiglione e di snellire in maniera significativa i tempi di percorrenza in questo importante snodo viario. Un investimento importante atteso da molto tempo dalla città, pari a circa 1 milione di euro, che va visto soprattutto in un’ottica più ampia di realizzazione dell’intera variante».

A questo investimento parziale, infatti, si aggiungono altri 3,1 milioni di euro di stanziamento che finanzieranno la progettazione dell’intera variante e la realizzazione di un ulteriore tratto funzionale che collegherà Via d’Ancona alla rotatoria sulla Sbrozzola, oltre alla rotatoria in zona Cargopier, deviando così il traffico che transita ora per San Biagio e Aspio in una strada a scorrimento veloce.

«Esprimiamo soddisfazione per questo importante passo avanti – concludono i Popolari osimani – e continueremo a dare il nostro contributo per poter concretizzare questo progetto».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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