Asfaltature ad Osimo, partito il maxiappalto da oltre 500mila euro

Cantiere aperto in Via dello Sport alla Vescovara. Tutti gli interventi (parziali) nelle vie e nei quartieri interessati

Osimo, 13 novembre 2021 – È partito il maxiappalto da oltre mezzo milione di euro per i nuovi asfalti a Osimo. Dopo il cantiere terminato dieci giorni fa in Via Bellafiora, legato ad un altro appalto comunale, questa volta gli operai sono al lavoro in Via dello Sport, in zona Vescovara, dove nelle ultime settimane si era creato un pericoloso avvallamento scendendo da Via Cagiata a causa di un cedimento della carreggiata stradale, che ora verrà risistemato.

L’impresa edile, dopo Via dello Sport, si sposterà in successione su Via Coppa tra Casenuove e San Paterniano e su Via Fratte a Passatempo. Sono questi tre gli interventi più corposi previsti nell’appalto e che, salvo imprevisti e maltempo, verranno portati a compimento entro la festività dell’8 dicembre.

I cantieri si sposteranno poi su altre vie inserite nel cronoprogramma, con priorità a Via Cagiata e Via Albanacci a Campocavallo; Via Buffarda a San Sabino, Via Corta da Recanati scendendo dalla Vescovara e quindi su Via Fosso a San Biagio; Via Molino Mensa zona comando Polizia locale; Via Osteriola a Villa e infine manutenzioni minori su Via Colle San Biagio, Via Fontanelle di Abbadia e Via Maestri del Lavoro a Osimo Stazione.

L’Amministrazione comunale, salvo in alcune eccezioni come Via Bellafiora, ha deciso di riasfaltare non tutta la lunghezza delle strade ma solo i tratti ammalorati per riuscire così a destinare risorse comunali sull’asfaltatura di più vie in diversi quartieri e frazioni, eliminando le situazioni croniche e diventate maggiormente pericolose per la viabilità.

«Maxi appalti simili, con 700mila euro destinati già a bilancio – fa sapere il sindaco Pugnaloni – saranno previsti anche nel 2022 e 2023».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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