Regione Marche aggiudica 11 milioni di euro per la sicurezza stradale

29 progetti finanziati nella provincia di Ancona tra cui Jesi, Filottrano, Sirolo, Monte San Vito, Numana, Falconara, Loreto, Osimo, Senigallia

Ancona, 2 novembre 2021 – “Dalla parte dei Comuni, dalla parte dei Cittadini”. Con queste parole, l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Lavori pubblici, Francesco Baldelli, ha aperto oggi pomeriggio, la conferenza stampa per proclamare i Comuni vincitori dei bandi sulla sicurezza stradale che si sono aggiudicati oltre 11 milioni di euro per rendere più sicure e agevoli le strade di loro competenza.

Mai la Regione aveva stanziato così tante risorse per sostenere i Comuni marchigiani nella messa in sicurezza e nel miglioramento della rete stradale comunale – ha continuato l’assessore – Una pioggia di contributi assegnati con bandi, quindi, nella massima trasparenza, in maniera capillare su tutto il territorio regionale e diffusa a tantissimi Comuni, ben 139 sono infatti complessivamente i beneficiari. Un’azione a sostegno dei Comuni mai elaborata prima. Gli 11 milioni assegnati dalla Regione attiveranno altre risorse, creando un indotto di oltre 19 milioni di euro”.

L’assessore Baldelli ha poi chiesto ai sindaci e assessori presenti di mettere a terra le risorse al più presto, velocizzando al massimo l’apertura dei cantieri.

Assegnazione Bandi Sicurezza stradale: Mirko Bilò, Francesco Baldelli, Chiara Biondi

Nella provincia di Ancona, in particolare sono 29 i progetti ammessi a finanziamento, tra questi:

  • il Comune di Jesi (91.000 euro) per la realizzazione di un percorso ciclabile e/o ciclopedonale;
  • il Comune di Filottrano (98.000 euro) per la manutenzione in Via San Cristoforo e Via Sassaroli;
  • il Comune di Sirolo (100mila euro) per la manutenzione del tratto di marciapiede e relativa illuminazione lungo la S.P. 1 del Conero;
  • il Comune di Monte San Vito (9.800 euro) per la riqualificazione di un tratto stradale in Via Galoppo, a cui si aggiungono risorse per la realizzazione di un cicloparcheggio (19.600 euro);
  • il Comune di Numana (100mila euro) per la realizzazione di marciapiedi in Via Modena;
  • il Comune di Falconara Marittima (100mila euro) per la pavimentazione stradale di vie e strade comunali, oltre alle risorse (80.000 euro) per il cicloparcheggio e colonnine di ricarica funzionale all’Aeroporto;
  • il Comune di Loreto (100mila euro) per la pavimentazione in Via Brecce;
  • il Comune di Osimo (100mila euro) per i lavori di allargamento in Via Alighieri ed altri interventi; il Comune di Senigallia (100mila euro) per il doppio senso di marcia in un tratto del Lungomare Leonardo da Vinci;

Complessivamente ammontano a 2.309.248 gli euro assegnati dalla Regione ai Comuni della provincia di Ancona, ai quali si aggiunge una compartecipazione dei Comuni di 2.333.106.euro. Quindi – ha concluso l’assessore Baldelli – sono ben 4.642.354 gli euro che mettiamo in circolazione solo nella provincia di Ancona grazie a questi bandi, che renderanno le strade comunali più sicure e qualitativamente migliori anche ai fini commerciali e turistici, privilegiando in alcuni casi l’intermodalità treno-bici”.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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