Ancona – Il 17 settembre giornata nazionale “Bike to work”

L'Amministrazione e Fiab Ancona-Conero per l'utilizzo della bici: rastrelliera a Palazzo del Popolo, domenica passeggiata al sentiero del Borghetto

Ancona, 16 settembre 2021 – In occasione del Bike to work day di domani 17 settembre, nell’ambito della Settimana Europe della Mobilità sostenibile, l’Amministrazione comunale- assessorato all’Ambiente – ha accolto l’invito della FIAB  (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) Ancona- Conero di allinearsi all’invito: “Prendi a cuore il tuo ambiente: scegli la bici!” sostenendo una iniziativa volta a promuovere l’uso della bicicletta che consiste nella predisposizione di uno spazio per parcheggiare la bicicletta nei pressi del Palazzo comunale.

Già da ieri i cittadini e tra loro i dipendenti comunali possono lasciarla nella rastrelliera collocata nella aiuola spartitraffico tra Poste e Comune, prediligendo la sostenibilità e scegliendo un mezzo di trasporto che, nei brevi tragitti, è la più valida alternativa ai mezzi motorizzati e contribuisce ad alleggerire il traffico e a ridurre l’inquinamento.

Oltre a promuovere l’iniziativa Bike to work, per la Settimana Europea della Mobilità sostenibile i volontari della Fiab Ancona-Conero hanno organizzato per domenica 19 settembre una passeggiata a piedi sul riscoperto sentiero che collega tre quartieri (Palombella-Torrette-Posatora).  L’appuntamento per tutti gli interessati è alle 9,30 al parco Fiorani di Posatora di fronte alla chiesetta di piazza Padella.

Ancona per la bicicletta

  • L’Amministrazione comunale, a partire dal 2017, ha puntato ad intercettare fondi ministeriali ed europei per realizzare piste ciclabili e servizi connessi come il noleggio di biciclette a pedalata assistita (bike-sharing). In particolare, sono stati reperiti fondi per fornire i servizi di noleggio per biciclette e elettriche e per realizzare la versione definitiva della pista ciclabile cittadina tra Piazzale Italia, Via Marconi e il tratto finale di Via XXIX Settembre presso la statua di Traiano, per un importo complessivo di circa 680 mila euro;  
  • il territorio di Ancona è stato incluso all’interno della progettazione della ciclovia Adriatica mediante la biciclovia del Conero, una infrastruttura pensata per collegare con le due ruote i Comuni dell’area metropolitana di Ancona, da Falconara a Numana, cofinanziata dai fondi POR-Fesr 2014-2020 gestiti dalla Regione; il tratto di Ancona beneficia in particolare di un cofinanziamento di circa 660 mila euro, con cui sarà possibile realizzare un collegamento pedociclabile tra la zona di Vallemiano –  Via della Ferrovia ed i parcheggi a monte di Portonovo, all’interno del più esteso tracciato nazionale della ciclovia Adriatica sviluppato tra il Veneto e la Puglia.
  • Da citare anche che nell’intervento di riqualificazione di Via Mattei è stato inserito un primo tratto di quasi un chilometro di pista ciclabile tra la traversa di accesso al Porto turistico di Marina Dorica e la Mensa Camst, che dovrà ora proseguire, con una nuova progettazione, verso il Mandracchio e la pista urbana di via Marconi. 
  • Infine, l’Amministrazione Comunale sta valutando l’opportunità di mettere in sicurezza e completare il sentiero del Borghetto, tra Torrette e la Palombella, aprendolo anche al transito ciclabile.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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