1,3 milioni di euro dalla Regione per la rotatoria di Via Sbrozzola

L’assessore Francesco Baldelli firma la Convenzione con Provincia di Ancona e Comune di Camerano

Ancona, 3 dicembre 2020 – “È un primo passo per la realizzazione della rotatoria finalizzata a snellire il traffico tra Osimo, Camerano e Ancona, una infrastruttura che migliorerà i collegamenti soprattutto tra il nuovo polo ospedaliero Inrca-Ancona Sud e i Comuni limitrofi, in un’area ad alta densità industriale e commerciale”.

Descrive così l’assessore regionale alle Infrastrutture, Viabilità, Lavori pubblici e Aree interne, Francesco Baldelli, la firma della Convenzione che regola il contributo di 1,3 milioni di euro della Regione Marche alla Provincia di Ancona, in qualità di soggetto sub attuatore.

Francesco Baldelli, assessore regionale alle Infrastrutture e Viabilità

Il contributo è destinato alla realizzazione di una rotatoria tra la strada provinciale 2 “Sirolo-Senigallia” – meglio nota come “Direttissima del Conero” – e la strada comunale “Via Sbrozzola”, che da Osimo scende fino ad incrociare la strada Statale 16 Adriatica e termina sulla Direttissima.

Il sistema delle rotatorie è stato introdotto in Italia a partire dal 1989 per snellire i collegamenti tra intersezioni tra strade di varia natura, oltre che per ridurre gli incidenti rispetto agli incroci a raso e a quelli regolati da semafori.

In zone come quella a sud del capoluogo regionale, la rotatoria è altresì funzionale al più ampio progetto denominato “Viabilità di adduzione al nuovo ospedale Inrca – Ancona Sud”, comprendente una serie di interventi, per un importo pari a 11 milioni di euro, che mirano a velocizzare i collegamenti tra il nuovo polo ospedaliero ed i Comuni limitrofi, tra cui appunto Osimo e Camerano.

«La nuova rotatoria – sottolinea Baldelli – permetterà di mettere in sicurezza l’attuale intersezione stradale tra la ‘Direttissima del Conero’ e la Via della Sbrozzola, oltre a velocizzare il traffico proveniente dalla strada comunale, che ad oggi è costretto a svoltare a destra in direzione sud, lungo la Provinciale, generando un grave disagio per chi vive e opera nell’area di riferimento».

L’intervento, infine, prevede anche la realizzazione di un nuovo tratto di viabilità, che va a rettificare l’ultimo tratto della strada comunale della Sbrozzola, compreso tra la nuova rotatoria e il ponte sull’Autostrada A14.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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