Rotatoria Bellaluce di Loreto: finanziati 255mila euro dalla Provincia

Pieroni: “Basta incidenti nel tratto maledetto”

Loreto, 2 ottobre 2021 – Una buona notizia che potrebbe mettere fine alla drammatica sequenza di incidenti spesso mortali che da sempre caratterizza la Provinciale Bellaluce: la strada ‘maledetta’ potrà contare su una rotatoria nell’incrocio con Via Costabianca e con Via Contrada Chiarino, nel Comune di Loreto a pochi metri dal confine con Recanati.

La Provincia di Ancona ha infatti approvato il finanziamento di 255mila euro che, in aggiunta agli 85mila di competenza del Comune mariano, serviranno a realizzare l’opera non più tardi del prossimo anno. Grande la soddisfazione dell’Amministrazione comunale e del sindaco Moreno Pieroni, che rimarca l’importanza di un obiettivo raggiunto a beneficio di tutti: «Stavamo lavorando da tempo a questo risultato – dice il primo cittadino – che è frutto di un lavoro certosino condotto egregiamente dai nostri uffici sotto il coordinamento dell’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Tanfani. Le fitte relazioni intercorse in questo periodo tra il nostro Comune e la Provincia hanno fatto sì che il progetto, presentato dal nostro ufficio tecnico, fosse approvato e finanziato. Ora puntiamo all’affidamento dell’appalto nel 2022, così da poter iniziare i lavori in tempi realistici”.

La Strada Bellaluce è tristemente nota per l’elevato numero di incidenti anche molto gravi che hanno storicamente contraddistinto il tratto, e l’incrocio dove sorgerà la futura rotatoria è tra i più pericolosi del rettilineo dove, nel 2017, era stato installato un autovelox come deterrente all’alta velocità.

Loreto – Il sindaco Moreno Pieroni

«La sicurezza stradale è un aspetto fondamentale da tutelare – continua l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni TanfaniL’incrocio della Provinciale Bellaluce è un punto pericolosissimo sul quale ci eravamo proposti di intervenire fin dal nostro insediamento: andava fatta un’azione importante e risolutiva, come auspichiamo che possa essere la realizzazione di una rotatoria che renderà certamente meno rischiosa l’immissione su strada».

L’operazione, vista dal Comune, è la dimostrazione tangibile di come i proventi delle sanzioni elevate attraverso l’autovelox vengano reinvestite dagli Enti locali in azioni o opere finalizzate alla sicurezza stradale, così come previsto dalle norme. «In questo senso – conclude Pieroni – la tutela del bene pubblico della sicurezza è al primo posto. Come Comune, comparteciperemo alle spese per la realizzazione della rotatoria con 85mila euro, un’operazione che riteniamo fondamentale per salvaguardare vite umane ed evitare nuovi drammi come quelli cui abbiamo assistito in tanti anni».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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