Il Consiglio comunale mette in sicurezza la viabilità

Approvata la mozione per la messa in sicurezza dell’incrocio tra Via Fonte delle Bellezze, Via Fregosi, Via Rosario

Loreto, 28 settembre 2018 – Approvata in Consiglio comunale la mozione di Loreto Libera sulla messa in sicurezza dell’incrocio tra Via Fonte delle Bellezze, Via Fregosi, Via Rosario. «Un tratto che deve essere regolamentato – affermano Cristina Castellani e Gianluca Castagnanie che è stato oggetto di impegni passati votati in Consiglio ma mai realizzati».

«Il punto è pericoloso– afferma Castagnani – perché chi esce da Via Fregosi e si dirige verso il centro di Villa Musone deve allargarsi e immettersi nella direttrice principale, col rischio di essere coinvolti in incidenti causa macchine provenienti dalla direzione opposta. Peggio ancora se ci si deve immettere in Via Rosario direzione mare».

Loreto – I consiglieri di Loreto Libera Cristina Castellani e Gianluca Castagnani

«Si necessita di un semplice allargamento – ribadisce la Castellani – e questo risolverebbe un serio problema». Castagnani, inoltre, ha sottolineato il rischio che corrono anche anziani e bambini per attraversare la strada in quel punto.

La mozione, dopo un proficuo dibattito, è stata approvata all’unanimità. Un’altra azione messa a segno da Loreto Libera, con il consenso favorevole della maggioranza, sulla messa in sicurezza di molte strade della città di Loreto.

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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