Università – 2 corsi della Scuola di innovazione territoriale Umbria Marche

Le domande per partecipare entro il 30 ottobre 2021. Borse di studio per 20 iscritti. Laboratori presso le imprese del territorio

Ancona, 19 ottobre 2021 – Sono aperte sino al 30 ottobre 2021 le iscrizioni ai due innovativi corsi di perfezionamento promossi dalla Scuola di innovazione territoriale Umbria Marche (SITUM). Si tratta del corso “Sustainable Development: Strategie e Strumenti per lo sviluppo dei territori“, riservato a una selezione di 50 studenti e del corso “Human Centric Manufacturing: metodi e strumenti per la meccanica 4.0“, con approfondimenti di umanesimo, riservato a 30 studenti.

L’ammissione ai due corsi è consentita ai candidati in possesso di Laurea Triennale, Laurea Magistrale, Laurea Specialistica, Laurea a ciclo unico. I corsi prenderanno il via a dicembre 2021 e proseguiranno sino ad aprile 2022. L’attività didattica si svolgerà il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, per garantire la massima accessibilità a studentesse e studenti impegnati anche in altre attività formative.

I discenti si troveranno immersi in attività formative costruite sulle reali opportunità di lavoro. La rete di imprese che costituiscono i laboratori di SITUM, offrirà loro, infatti, una visione aggiornata delle prospettive lavorative presenti e future, delle competenze necessarie e dei percorsi di sviluppo possibili.

Per ciascun corso sono previste 20 borse di studio interamente finanziate da BPER Banca, destinate ai candidati più meritevoli. Tutte le informazioni e i bandi di concorso sono accessibili all’indirizzo: https://situm.org/corsi-di-perfezionamento/

SITUM raccoglie in un unico laboratorio di alta formazione le imprese, le Camere di Commercio di Umbria e Marche, l’Università degli Studi di Perugia e l’Università Politecnica delle Marche i cui Magnifici Rettori, il prof. Maurizio Oliviero e il prof. Gian Luca Gregori, hanno fortemente voluto questo progetto, il Gruppo BPER Banca, che coprirà i costi delle 40 borse di studio. Il tutto con un obiettivo comune: creare lavoro e imprenditorialità e favorire lo sviluppo del territorio Umbro-Marchigiano.

Entrambi i corsi di perfezionamento saranno in stretta collaborazione con le più importanti realtà imprenditoriali del territorio Umbro-Marchigiano e puntano su interdisciplinarità, imprenditorialità, apertura, innovazione, sostenibilità, qualità della vita, salute.
Il corso Sustainable Development:

Strategie e Strumenti per lo sviluppo dei territori verterà sui temi dell’Evoluzione dei territori e sfide globali, Analisi economica, Analisi dei territori, Percorsi strategici di sviluppo, Progettazione e realizzazione degli interventi, Fabbisogno finanziario, opportunità ed Europrogettazione.
Il corso Human Centric Manufacturing:

Le discipline che caratterizzano metodi e strumenti per la meccanica 4.0, con approfondimenti di umanesimo sono, invece: Metodi e strumenti innovativi per la Progettazione user-centered, Strumenti avanzati di simulazione di prodotti e processi, Robotica collaborativa, Automazione di processo, Sistemi di visione per le misure, Azionamenti elettrici, Tecnologie di produzione innovative: Additive Manufacturing, Uomo, tecnologia e sviluppo del territorio.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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