Ancona – Università: test di accesso a Medicina e Odontoiatria

L'Università Politecnica delle Marche per il rispetto delle norme anti contagio da Covid accoglierà i candidati il 3 settembre presso il PalaRossini (PalaPrometeo Estra) di Ancona

Ancona, 31 agosto 2020 – Il 3 settembre si terrà il test d’ingresso per accedere al 1° anno del Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e al 1° anno del Corso di laurea magistrale a ciclo unico in Odontoiatria e Protesi Dentaria in Italia.

Sono aumentati i posti disponibili per accedere al corso di Medicina e Chirurgia dell’Univpm, sono 215 rispetto ai 192 dello scorso anno accademico. Rimane invariato, invece, il numero di posti disponibili per il corso di Odontoiatria rispetto all’anno scorso, pari a 20. L’Università Politecnica delle Marche, per consentire il rispetto delle norme per evitare il contagio da Covid ha previsto di accogliere i candidati per la prova presso il PalaRossini (PalaPrometeo Estra) di Ancona.

Sul sito dell’Ateneo sono riportate tutte le indicazioni per i candidati https://www.univpm.it/Entra/5_passi_per_iscriverti_a_UNIVPM/Ammissione_ai_CLM_in_Medicina_e_Chirurgia_e_Odontoiatria

Come disposto dal D.M. del Ministro dell’Università e della Ricerca n. 218 del 16.06.2020, in considerazione delle recenti misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, tutti i candidati dovranno presentarsi muniti di una propria mascherina chirurgica, senza la presenza di accompagnatori, anche al di fuori e in prossimità dei locali adibiti allo svolgimento della prova. L’Ateneo, attraverso il personale di vigilanza, assicurerà e vigilerà sul rispetto delle misure di distanziamento e di igiene personali e ambientali.

La prova di ammissione consiste nella soluzione di sessanta quesiti che presentano cinque opzioni di risposta, su argomenti di: cultura generale e ragionamento logico; biologia; chimica; fisica e matematica. La prova di ammissione ha inizio alle ore 12.00 e per il suo svolgimento è assegnato un tempo di 100 minuti.

Il giorno 29 settembre 2020 verrà pubblicata, nell’area riservata agli studenti del portale Universitaly, la graduatoria nazionale di merito nominativa.

Guarda il video informativo sulle modalità di svolgimento della prova del Ministero dell’Università e della Ricerca https://accessoprogrammato.miur.it/2020/index.html

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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