Ancona – Riconoscimento internazionale per il professor Stefano Gasparini

Il docente dell’UnivPM, specialista delle malattie dell’apparato respiratorio, eletto vice-presidente della Società Mondiale di Broncologia e Pneumologia Interventistica

Ancona, 18 novembre 2020 – Un altro riconoscimento internazionale per il professor Stefano Gasparini, docente di Malattie dell’apparato respiratorio presso l’Università Politecnica delle Marche. È stato eletto dal Board of Regent vice-presidente della Società Mondiale di Broncologia e Pneumologia Interventistica (WABIP) e nel 2022, come da statuto della Società, assumerà la carica di presidente.

Ancona – Il professor Stefano Gasparini

La World Association for Bronchology and Interventional Pulmonology (WABIP www.wabip.com) è una società mondiale con oltre novemila associati in rappresentanza di sessanta diverse nazioni. È un’organizzazione senza scopo di lucro che ha il compito di collegare una rete crescente di medici specializzati, professionisti sanitari ed esperti delle vie aeree, polmonari ed esofagee. Il WABIP è impegnato nell’uso di nuove tecnologie per migliorare le prestazioni e la comunicazione del medico in modo che i pazienti possano beneficiare più rapidamente del crescente numero di procedure mediche e chirurgiche disponibili.

«È per me un grande onore assumere questo incarico – afferma il professor Gasparini – ed avere un’ulteriore occasione per portare nel mondo l’immagine della nostra Università alla quale mi pregio di appartenere».

A lui, i complimenti del Rettore dell’UnivPM Gian Luca Gregori: «Congratulazioni al professor Stefano Gasparini per questo meritato riconoscimento, e per aver unito ricerca e progressi tecnologici in un settore come la pneumologia che in questo momento ha assunto una complessità e grado di accuratezza estremamente elevati».

Stefano Gasparini è direttore della Scuola di Specializzazione UnivPM Malattie dell’apparato respiratorio e ha la direzione scientifica del Master di secondo livello in Pneumologia interventistica.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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