Ufficiale la versione definitiva del logo turistico che promuoverà Sirolo nel mondo

Presso il Comune la consegna e la premiazione della società di comunicazione che l’ha disegnato

Sirolo, 15 giugno 2020 – Presso il Comune di Sirolo si è svolta la cerimonia di consegna ufficiale del primo logo turistico che renderà la Perla dell’Adriatico facilmente individuabile in tutto il mondo.

Il sindaco Filippo Moschella si è complimentato con la professionista Juliana de Brito, responsabile della società di comunicazione ‘Nascente’ di Ancona che ha realizzato il logo vincitore, alla quale è stato consegnato il premio di 750 euro. Dopo la vittoria del concorso indetto dall’Amministrazione comunale, il logo è stato ottimizzato per trasmettere un messaggio più efficace, così come previsto dal bando, ottenendo la versione finale e definitiva.

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella e la professionista Juliana de Brito

Il concorso, aperto a chiunque da novembre 2019 al 14 gennaio 2020, è stato apprezzatissimo, tanto che è stato pubblicizzato anche nell’importante sito internet di settore professionearchitetto.it. La commissione, composta dal Segretario comunale, dalla Giunta – di cui fa parte la competente architetto Barbara Serrani – da un docente di comunicazione dell’Università La Sapienza di Roma e da un’esperta in campo artistico, aveva individuato i migliori 3 loghi fra i 41 pervenuti.

La terna vincitrice era stata poi sottoposta alla votazione popolare, al termine della quale è stato individuato il logo vincitore che ha raccolto complessivamente 92 punti; 42 punti il secondo e 27 il terzo classificato. Successivamente, grazie alla disponibilità del sindaco Moschella, erano stati accettati altri 10 loghi che sono stati anch’essi valutati attentamente dagli esperti, ma informalmente e al di fuori del concorso.

Il nuovo logo turistico che rappresenterà Sirolo nel mondo

Il logo vincitore risulta già inserito su Facebook e Instagram, social sui quali per la prima volta nella storia di Sirolo è partita la campagna promozionale per sostenere le imprese turistiche locali, determinanti per l’economia del paese.

Il logo è stato utilizzato anche come simbolo dell’app necessaria per la prenotazione delle spiagge, adottata allo scopo di garantire il distanziamento sociale richiesto dalle norme vigenti.

 

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di Paolo Fileni

Droga – Coltivazione pubblica per fare cassa

Lo ha proposto una consigliera della Regione Marche. Ginesi amplia il concetto anche alla prostituzione


10 luglio 2020 – Dopo i fatti di Terni, e l’aumento esponenziale del numero degli spacciatori di ogni genere di droghe sia nelle Marche sia in tutto il resto d’Italia, il professore Armando Ginesi entra nel merito della questione ed analizza la situazione in corso. Toccando anche il tema della gestione pubblica della prostituzione. Gli lascio spazio nella pagina, non prima però di lanciare un messaggio a tutti quei sapientoni che sostengono che certe droghe non facciano male: avete ragione, per togliere il disturbo basta un po’ di metadone! Scrive Ginesi:

Premessa: io sono, da sempre, contro l’uso delle droghe che non siano usate a scopo terapeutico, prescritte però dai medici e non dagli stregoni. Perché servono a fornire spunti di fantasia a chi ha il cervello lento (anche se alla fine glielo bruciano del tutto), e perché ascolto i pareri degli esperti veri: farmacologi,neurologi, pneumologi, psichiatri, gastroenterologi, internisti, oncologi e via dicendo.

Di esperti farlocchi in giro ce ne sono pure troppi: tutti nullasapienti, autonominatisi specialisti perché hanno letto qualche libro, finanziato dai trafficanti di stupefacenti, nei quali si sostiene, addirittura, che le droghe fanno bene, mentre sono l’alcol e il tabacco a danneggiare l’organismo (e questo non solo è vero, ma verissimo).

D’altra parte in una società in cui ci sono i terrapiattisti a tenere conferenze pubbliche, che ti vuoi aspettare! Dunque le droghe si possono comperare legalmente? Sì, dicono alcuni. No, dicono altri. Consulto la legislazione: una confusione a non finire. Si può, purché sia cannabis sativa con tasso di THC (molecola di tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2%. Ma qualche giudice – più permissivo forse perché sfumacchia pure lui – arriva allo 0,5%. La Legge 242 del 2016 dice questo, perciò si può ma certe sentenze, anche della Cassazione (e quindi che fanno giurisprudenza), dicono no. All’italiana.

Il mio consiglio: al posto di uno spinello fatevi una salsiccia, che è meglio. A chi non mangia per motivi religiosi il porco, consiglio una banana o una bella pesca Percoca.

A proposito di droga: avete tutti letto del caso triste di quei due ragazzi di Terni (15 e 16 anni) che sono morti dopo aver assunto metadone (roba leggera, dunque: la danno pure in ospedale ai tossicodipendenti per indurli a smettere!!!!). IL P.M. ternano ha detto: “Siamo tutti colpevoli”. Ed ha ragione. Ma intanto, visto che hanno identificato il pusher, reo confesso, dica ai suoi amici e colleghi magistrati inquirenti di andarci giù pesanti con la condanna, perché due ragazzi di 15 e 16 anni non possono essere assassinati così.

Intanto la politica invece di contrastare il dilagare di questi veleni sembra volerli incoraggiare. Qualcuno ha detto che il perché lo si capirebbe se si facesse un test antidroga a tutti i parlamentari. Mi sa che ha ragione, costui. Nel frattempo una di essi, una consigliera regionale, ha fatto una proposta alla Regione Marche: di coltivare essa la canapa indiana, così incassa danaro con cui dare una sistemata ai conti, impedisce il contrabbando, frena le overdose e toglie di mezzo i pusher.

Buona idea, che si potrebbe estendere a tutte le Regioni dello Stivale. Alla quale mi permetto di aggiungerne un’altra: gestire la prostituzione. Così si incassa un sacco di soldi con i quali si potrebbero offrire molti servizi che dovrebbero essere dati ma che non lo sono, si eliminerebbero gli sfruttatori-protettori, si darebbe una mano al mantenimento dell’ordine pubblico, evitando tutti quei fatti delittuosi che solitamente ruotano attorno alle cose proibite, a cominciare dal reato di atti osceni (non è vietato, oggi, esercitare la prostituzione ma sono puniti lo sfruttamento e, in certi casi, la fruizione).

E scusate tutti se mi sono permesso. Lo so non è il mio mestiere quello di dare consigli di politica attiva, ma sono pur sempre un cittadino di un sistema che si autodefinisce libero e democratico e che riconosce il diritto alla manifestazione del pensiero”.

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