Prevenzione e controllo: Sirolo garantisce un’estate tranquilla e sicura

Potenziato il corpo di Polizia Locale con ben 9 agenti in servizio. Elevate le prime multe al Passo del Lupo

Sirolo, 29 giugno 2021 – La stagione estiva ormai è partita a tutti gli effetti e l’Amministrazione comunale fa un riepilogo di tutte le attività e le forze messe in campo per garantirne la sicurezza. Nei giorni scorsi è stato potenziato il servizio di prevenzione e tutela del territorio con la presenza di ben 9 operatori della Polizia Locale in servizio (numero stabilito dalla normativa vigente, ndr) che stanno lavorando a pieno ritmo per l’attività preventiva.

In particolare, nello scorso fine settimana sono stati effettuati posti di controllo congiunti, disposti dalla Prefettura di Ancona dopo la specifica richiesta del Sindaco di Sirolo, con la partecipazione di Polizia Stradale, Polizia Provinciale e Polizia Locale, per la sicurezza della viabilità sulla SP1 Strada del Monte Conero, con la contestazione di diverse violazioni al codice della strada e il sequestro amministrativo di una motocicletta.

Non è stato dimenticato il Passo del Lupo, a garanzia del rispetto dell’ordinanza di divieto di transito del sentiero di montagna che conduce alla famosissima Spiaggia delle Due Sorelle. Un sentiero che da anni non ha manutenzione e dunque piuttosto pericoloso. Sul posto la Polizia Locale, con la collaborazione dei componenti l’Associazione Nazionale Carabinieri,  ha elevato 4 verbali ad altrettanti turisti per un ammontare di 50 euro ciascuno.

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella con i volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri

Surplus di lavoro per la Polizia Locale che ha partecipato alle ricerche del presunto scomparso sul Monte Conero, unendosi a Carabinieri, Vigili del Fuoco, Soccorso Alpino e Speleologico delle Marche. Ricerche che, per fortuna, sono terminate con esito negativo.

Sotto specifico controllo anche le spiagge sirolesi, sempre con il concorso della Sezione Riviera del Conero dell’Associazione Nazionale Carabinieri presieduta da Enrico Ciavattini, per evitare il formarsi di assembramenti e verificare che tutti i comportamenti siano conformi a quelli stabiliti dalla Regione Marche, compresa l’occupazione della spiaggia mediante prenotazione con l’apposita applicazione iBeach.

Controlli di sicurezza che interessano anche il centro di Sirolo, per garantire la corretta viabilità stradale a tutela della sicurezza dei residenti e dei turisti. Nel centro storico i Carabinieri, a seguito dell’ordinanza emessa dal Sindaco, hanno effettuato diversi controlli notturni identificando alcuni ragazzi coinvolti in un litigio fra coetanei. Redarguiti, sono stati invitati al rispetto della quiete pubblica.

Il Comune di Sirolo garantisce l’attività di sicurezza anche in mare. Grazie al rinnovo della convenzione della Protezione Civile con il Comune di Numana, anche quest’anno è garantito il servizio di controllo della costa e del soccorso in mare. Servizio pagato interamente dai due Comuni.

«Nella mia veste di sindaco – ha sottolineato Filippo Moschellaringrazio tutti i componenti delle Forze dell’ordine e delle Associazioni che operano per garantire il rispetto delle norme e per la sicurezza di sirolesi e turisti all’insegna di un’estate tranquilla e a contatto con la natura».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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