Funzionano i controlli e l’informazione nelle spiagge sirolesi

Nell’ultimo fine settimana non è stata registrata nessuna violazione alle norme nonostante il tutto esaurito in quasi tutte le strutture ricettive

Sirolo, 13 luglio 2020 – Incessanti i controlli su tutte le spiagge sirolesi per garantire la sicurezza dei  bagnanti. Da ieri, i componenti dell’Associazione Nazionale Carabinieri hanno iniziato ad accogliere e ad assistere i turisti al Passo del Lupo, spiegando a centinaia di persone perché il sentiero che conduce alla Spiaggia delle Due Sorelle è interdetto da anni.

Nelle spiagge, invece, altri componenti dell’associazione hanno assistito i bagnanti, mentre la Polizia Locale ha messo in atto controlli e verificato la prenotazione dello spazio pubblico effettuata tramite l’app Sirolo Spiagge. Nell’arco dell’intero fine settimana non sono state contestate violazioni delle norme.

Gli operai comunali, inoltre, hanno installato cartelli lungo tutti gli stradelli che conducono al mare, per informare i bagnanti sull’obbligatorietà di avere la prenotazione dello spazio nella spiaggia libera prima dell’arrivo.

Per il sindaco Filippo Moschella le verifiche, ormai giornaliere, serviranno a garantire i distanziamenti imposti dalla Regione Marche e dal Governo ma, soprattutto, a dare serenità e sicurezza alle migliaia di turisti che frequentano la Perla dell’Adriatico e le sue spiagge, compresa quella della Due Sorelle.

Moschella, in merito alle presenze turistiche, precisa che: «Dopo la massiccia campagna pubblicitaria effettuata nelle fiere internazionali del turismo, e la mirata pubblicità su Facebook messa in atto dalla ditta Studio Ottozero che sta seguendo la riqualificazione del sito turistico www.turismosirolo.it e quello istituzionale, si sta registrando il tutto esaurito in quasi tutte le strutture ricettive sirolesi. Insomma, un’estate partita in ritardo ma piena di soddisfazioni per tutti gli operatori».

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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