Avviato da oggi il servizio accoglienza nelle spiagge libere

Gestito dal Comune e dai volontari dell’Associazione Nazionale Carabinieri. Le prenotazioni obbligatorie attraverso l’app ‘Sirolo Spiagge’

Sirolo, 13 giugno 2020 – Iniziato oggi il servizio di assistenza e accoglienza nelle spiagge libere di Sirolo organizzato dal Comune in collaborazione con l’Associazione Nazionale Carabinieri, che va così a completare l’attività di prenotazione organizzata con l’app Sirolo Spiagge.

Sirolo – Il sindaco Filippo Moschella con i volontari coordinati da Enrico Ciavattini

Il sindaco Filippo Moschella ha accolto tutti i volontari, coordinati dal presidente della Sezione Riviera del Conero Enrico Ciavattini. Sulle spiagge sono attivi tutti i servizi per i bagnanti, comprese le sanificazioni quotidiane di tutti i bagni pubblici e dei giochi per bambini.

L’app Sirolo Spiagge, scaricabile con il proprio smartphone o pc dal sito del Comune che l’ha creata per garantire la sicurezza e il rispetto delle norme anti-Covid-19 , serve per la prenotazione obbligatoria delle spiagge libere di Sirolo: del Frate, Urbani, San Michele-Sassi Neri, Due Sorelle. Una volta scaricata e inseriti tutti i dati richiesti, alla mail che il turista avrà indicato arriverà la ricevuta della prenotazione che andrà presentata agli addetti quando ci si presenta in spiaggia.

La schermata iniziale dell’app Sirolo Spiagge

Il posto riservato, che al momento della prenotazione non è assegnato, verrà scelto dal turista al suo arrivo nella spiaggia prescelta, nel rispetto delle tre fasce prenotabili:  mattino 8-13; pomeriggio 13-18; tutto il giorno 8-18. Insomma, garantita la sicurezza e con la prenotazione in tasca, non resta che recarsi a Sirolo per godere della sua aria pulita e del suo mare cristallino.

 

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di Paolo Fileni

Droga – Coltivazione pubblica per fare cassa

Lo ha proposto una consigliera della Regione Marche. Ginesi amplia il concetto anche alla prostituzione


10 luglio 2020 – Dopo i fatti di Terni, e l’aumento esponenziale del numero degli spacciatori di ogni genere di droghe sia nelle Marche sia in tutto il resto d’Italia, il professore Armando Ginesi entra nel merito della questione ed analizza la situazione in corso. Toccando anche il tema della gestione pubblica della prostituzione. Gli lascio spazio nella pagina, non prima però di lanciare un messaggio a tutti quei sapientoni che sostengono che certe droghe non facciano male: avete ragione, per togliere il disturbo basta un po’ di metadone! Scrive Ginesi:

Premessa: io sono, da sempre, contro l’uso delle droghe che non siano usate a scopo terapeutico, prescritte però dai medici e non dagli stregoni. Perché servono a fornire spunti di fantasia a chi ha il cervello lento (anche se alla fine glielo bruciano del tutto), e perché ascolto i pareri degli esperti veri: farmacologi,neurologi, pneumologi, psichiatri, gastroenterologi, internisti, oncologi e via dicendo.

Di esperti farlocchi in giro ce ne sono pure troppi: tutti nullasapienti, autonominatisi specialisti perché hanno letto qualche libro, finanziato dai trafficanti di stupefacenti, nei quali si sostiene, addirittura, che le droghe fanno bene, mentre sono l’alcol e il tabacco a danneggiare l’organismo (e questo non solo è vero, ma verissimo).

D’altra parte in una società in cui ci sono i terrapiattisti a tenere conferenze pubbliche, che ti vuoi aspettare! Dunque le droghe si possono comperare legalmente? Sì, dicono alcuni. No, dicono altri. Consulto la legislazione: una confusione a non finire. Si può, purché sia cannabis sativa con tasso di THC (molecola di tetraidrocannabinolo) non superiore allo 0,2%. Ma qualche giudice – più permissivo forse perché sfumacchia pure lui – arriva allo 0,5%. La Legge 242 del 2016 dice questo, perciò si può ma certe sentenze, anche della Cassazione (e quindi che fanno giurisprudenza), dicono no. All’italiana.

Il mio consiglio: al posto di uno spinello fatevi una salsiccia, che è meglio. A chi non mangia per motivi religiosi il porco, consiglio una banana o una bella pesca Percoca.

A proposito di droga: avete tutti letto del caso triste di quei due ragazzi di Terni (15 e 16 anni) che sono morti dopo aver assunto metadone (roba leggera, dunque: la danno pure in ospedale ai tossicodipendenti per indurli a smettere!!!!). IL P.M. ternano ha detto: “Siamo tutti colpevoli”. Ed ha ragione. Ma intanto, visto che hanno identificato il pusher, reo confesso, dica ai suoi amici e colleghi magistrati inquirenti di andarci giù pesanti con la condanna, perché due ragazzi di 15 e 16 anni non possono essere assassinati così.

Intanto la politica invece di contrastare il dilagare di questi veleni sembra volerli incoraggiare. Qualcuno ha detto che il perché lo si capirebbe se si facesse un test antidroga a tutti i parlamentari. Mi sa che ha ragione, costui. Nel frattempo una di essi, una consigliera regionale, ha fatto una proposta alla Regione Marche: di coltivare essa la canapa indiana, così incassa danaro con cui dare una sistemata ai conti, impedisce il contrabbando, frena le overdose e toglie di mezzo i pusher.

Buona idea, che si potrebbe estendere a tutte le Regioni dello Stivale. Alla quale mi permetto di aggiungerne un’altra: gestire la prostituzione. Così si incassa un sacco di soldi con i quali si potrebbero offrire molti servizi che dovrebbero essere dati ma che non lo sono, si eliminerebbero gli sfruttatori-protettori, si darebbe una mano al mantenimento dell’ordine pubblico, evitando tutti quei fatti delittuosi che solitamente ruotano attorno alle cose proibite, a cominciare dal reato di atti osceni (non è vietato, oggi, esercitare la prostituzione ma sono puniti lo sfruttamento e, in certi casi, la fruizione).

E scusate tutti se mi sono permesso. Lo so non è il mio mestiere quello di dare consigli di politica attiva, ma sono pur sempre un cittadino di un sistema che si autodefinisce libero e democratico e che riconosce il diritto alla manifestazione del pensiero”.

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