27esima Bandiera Blu per Sirolo e certificazione Iso 14001

La Perla dell’Adriatico rafforza l’impegno per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile

Sirolo, 16 maggio 2020 – La cittadina turistica rivierasca denominata Perla dell’Adriatico, nei giorni scorsi è stata premiata con la prestigiosissima Bandiera Blu, la 27esima consecutiva della sua storia a partire dal 1994. Ma non è l’unico riconoscimento staccato da Sirolo in vista della prossima apertura turistica.

Lo scorso 16 aprile, la visita ispettiva dei responsabili del Registro italiano navale di Genova (Rina), ha dato esito positivo e a Sirolo è stata confermata la certificazione ISO 14001.

È dal 26 aprile 2007 che il Comune si fregia di questa certificazione; un obiettivo estremamente ambizioso che prevede l’impegno al miglioramento delle prestazioni ambientali, raggiunto con il supporto della consulenza della dott.ssa Alessia Frontini.

Rappresenta, anzitutto, l’impegno del Comune a migliorare l’ambiente in cui vivono i suoi cittadini, innalzando la loro qualità della vita e operando una gestione e una pianificazione del territorio adatta alle esigenze della collettività.

Dal 2007 ad oggi il Comune ha raggiunto e perseguito obiettivi di tutela ambientali quali l’attivazione della raccolta differenziata e la percentuale di riduzione dell’inquinamento luminoso e dei consumi energetici della pubblica illuminazione; il miglioramento dell’arredo urbano, la riqualificazione del territorio.

In Italia, su circa 8.100 Comuni, solo 200 sono Certificati ISO 14001; nella Regione Marche sono solo 4.

I vantaggi di un Comune certificato sono:

  • miglioramento del controllo del territorio e gestione dei rischi ambientali
  • garanzia del pieno rispetto normativo
  • ottimizzazione e riduzione dei costi di gestione
  • avvio di un processo di miglioramento continuo della performance ambientale
  • utilizzo del marchio ISO 14001 come ulteriore strumento per promuovere l’offerta turistica del comprensorio facendo leva sull’attrattiva territoriale e ambientale, così importante nel panorama turistico attuale.

 

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di Paolo Fileni

Chi se ne frega del Coronavirus

Nelle Marche a rischio contagio i giovani sotto i 35 anni


25 maggio 2020 – C’è un senso di smarrimento ed impotenza, che monta dentro, nel vedere le reazioni delle persone al primo fine settimana di libertà quasi totale concesso in quasi tutte le regioni italiane. Spiagge prese d’assalto, specialmente al centro sud, dove i bagnanti si sono accalcati uno sull’altro incuranti delle distanze, dell’uso della mascherina e delle sanificazioni.

Centri urbani e turistici dove di sera la movida ha dilagato, incurante delle stesse disposizioni non osservate sulle spiagge. Con la Polizia Locale che ovunque dichiara la propria impotenza ad intervenire per scarsità di personale: troppa la massa di gente da controllare. Talmente tanta, che il Governo di Roma sta decidendo di mettere in campo 60 mila controllori da sguinzagliare nelle spiagge e nelle piazze (volontari, percettori di reddito di cittadinanza, ecc.).

Da Napoli (spiaggia di Mondello) ad Ancona (Piazza del Plebiscito); da Milano (Navigli) alle piazzette e alle spiagge di Sirolo e Numana o Savona (darsena), per citare solo qualche luogo, sembrerebbe che ovunque alla gente dell’ancora possibilissimo contagio da Coronavirus non interessi minimamente.

Ieri un palermitano intervistato dalla tv, rivolgendosi al Presidente della Regione Sicilia, ha detto: «Musumeci se lo metta bene in testa, se vengo in spiaggia io la mascherina non la metto».

Dello stesso avviso, con tutta evidenza, devono essere quelle centinaia di migliaia di giovani e meno giovani che tra ieri e l’altro ieri si sono accalcati ovunque, riempiendo tutti gli spazi all’aperto disponibili. Folle malate di aria aperta, di spritz, di tintarella e bagni in mare ammassati uno sull’altro al grido: ‘Chi se ne frega del Coronavirus!

E se nella notte fra sabato e domenica ad Ancona Carabinieri e Polizia non hanno sanzionato né locali pubblici né clienti indisciplinati, in compenso hanno multato e segnalato diversi soggetti per ubriachezza, droga e guida spericolata. A Fermo è stato chiuso un locale per eccessivo assembramento. Ad Ascoli Piceno la Scientifica ha filmato le fasi della movida fuori dai locali.

Da questo quadro d’insieme quel che colpisce, oltre all’incoscienza dei più, è la totale dimostrazione della mancanza di rispetto nei confronti della salute altrui e il generale menefreghismo nei confronti delle regole imposte per contenere i contagi. Regole che, giuste o sbagliate che siano, vanno onorate in quanto tali. Come quelle che impongono di pagare le tasse. Ma una certa parte degli italiani le tasse non le pagano dunque, che vuoi pretendere?

Intanto, sembrerebbe che nelle Marche ad ammalarsi con più frequenza di Covid-19 sarebbe la fascia d’età sotto i 35 anni (il 75% dei nuovi positivi dell’ultima settimana); con addirittura un positivo diciottenne. Chissà se anche lui starà gridando: “Chi se ne frega del Coronavirus!”

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