Senza prenotazione l’accesso alle spiagge libere di Numana

Gli ingressi assegnati in base all’ordine di arrivo

Numana, 4 giugno 2020 – Nel rispetto delle normative anticoronavirus, tutti gli stabilimenti balneari della Riviera del Conero hanno aperto la stagione 2020 da fine maggio. In controtendenza rispetto alle decisioni prese in altri Comuni (vedi Ancona con le spiagge di Mezzavalle e Portonovo), a Numana per accedere alle spiagge libere non occorre la prenotazione: gli ingressi alla spiaggia vengono assegnati in base all’ordine di arrivo dei clienti.

Ciò si è reso possibile grazie ad un piano particolareggiato e ben strutturato messo in atto dal Comune:

  • divieto di utilizzo dei 5 metri della battigia destinati al passeggio;
  • la prima fascia di spiaggia (10 metri) destinata ai soli teli mare, senza ombrelloni e lettini, distanziati fra loro e tra le file di due metri;
  • seconda fascia di spiaggia destinata ad ombrelloni e lettini distanziati fra loro secondo disposizioni (i punti dove piantare gli ombrelloni già contrassegnati);
  • tra un blocco e l’altro di teli ed ombrelloni un corridoio largo due metri permette di raggiungere il mare da ogni postazione.

Il controllo e il rispetto delle norme di sicurezza, il posizionamento e il distanziamento sarà gestito e curato da Steward presenti in tutte le spiagge libere del territorio. Restano invariate tutte le regole obbligatorie antiCovid anche in spiaggia:

– indossare la mascherina al momento dell’arrivo,  durante gli spostamenti sulla spiaggia  e verso il bar, e al momento dell’ uscita dalla spiaggia;

– mantenere il distanziamento fisico di 1 metro in spiaggia e in acqua se non si è congiunti;

– effettuare la pulizia e la disinfezione frequente delle mani, anche dei bambini; stendere teli da mare sui lettini, sedie e sdraio;

– starnutire o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie limitandone il rilascio in acqua;

– tenere le distanze di due metri  tra l’apposizione di  un asciugamano e l’altro;

– divieto  di sosta nell’area della battigia.

 

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Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

L’immortalità di Giacomo Leopardi

Quel L’Infinito che quando ti entra dentro non t’abbandona più


27 giugno 2020 – 222 anni fa nasceva a Recanati tal Giacomo Leopardi (foto), precisamente il 29 giugno. E a distanza di tanto tempo ancora ne parla il mondo intero. Lo stesso giorno, ma 156 anni dopo, sono nato anch’io ma chissà per quale insondabile motivo non ne parla nessuno. Sarà che lui ha visto la luce in una ridente cittadina all’interno di una nobile famiglia, mentre chi scrive l’ha vista da San Marcello all’interno di una famiglia di estrazione contadina… Chi vuoi che sappia dove sta San Marcello?

Scherzi a parte, e la data di nascita non c’entra nulla, l’immenso Giacomo Leopardi è di gran lunga il mio poeta preferito. Anche Giovanni Pascoli e Gabriele D’Annunzio m’hanno sempre intrigato, lo confesso, ma il Leopardi parecchio di più.

Delle celebrazioni del 222esimo dalla sua nascita parliamo in altra parte del giornale, qui, nello spazio tutto mio, vorrei parlare di lui in modo intimamente personale. La gran parte dei giovani e degli studenti di oggi, con tutta probabilità avranno conosciuto il Leopardi grazie a ‘Il giovane favoloso’, il bellissimo film di Mario Martone uscito sugli schermi nel 2014 e interpretato mirabilmente da Elio Germano.

Personalmente l’ho conosciuto (culturalmente parlando) sui banchi di scuola, anche se all’epoca mi risultò alquanto palloso. Ma all’epoca mi risultava pallosa quasi ogni materia che mi veniva insegnata, applicazioni tecniche a parte. A farmelo riscoprire nella sua immensa grandezza di studioso e letterato, quando avevo poco più di vent’anni, fu un’insegnante di recitazione durante un corso che frequentai presso il Teatro Nuovo di Torino. Fu lei a insegnarci la corretta lettura e dizione de l’Infinito. E all’improvviso, davanti agli occhi e nel profondo del cuore, mi si aprì un mondo fantastico che mi cambiò e mi fece crescere intellettualmente.

Ho amato ed amo tutt’ora L’Infinito, al punto da inserire questa poesia nel mio romanzo ‘Il destino dei tonni’, mettendola in bocca e nei pensieri di una ragazza siciliana di umili origini che nel 1957 paragona gli “… interminati spazi di là da quella (siepe), e sovrumani silenzi e profondissima quiete…” , all’orizzonte e agli spazi infiniti del mare che vede dal porticato di casa sua a Porticello (Palermo).

Una forzatura letteraria, la mia, che testimonia l’universalità della poesia quando a rendere visione palpabile un sentimento, una riflessione e un’emozione è un grandissimo della nostra letteratura. La profondità culturale e la sensibilità di Giacomo Leopardi non hanno uguali nella sua sofferenza interiore, nella sua visionaria lucidità. L’immenso poeta meraviglioso tocca corde sensibili e sottilissime che mi porto dentro da sempre. “E il naufragar m’è dolce nel Suo mare”.

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