Approvate le tariffe 2020 dell’imposta di soggiorno

Decorreranno dal 1 aprile prossimo fino al 30 settembre

Numana, 28 gennaio 2020 – Nel Comune di Numana la tassa di soggiorno è stata istituita a far data dal 1 aprile 2015, L’imposta viene pagata da tutti quei soggetti non residenti che soggiornano nelle strutture ricettive esistenti sul territorio comunale fino ad un massimo di 15 pernottamenti consecutivi, nel periodo che va dal 1 aprile al 30 settembre di ogni anno.

Viene pagata dal soggetto che pernotta direttamente al gestore della struttura ricettiva il quale, oltre a rilasciargli una ricevuta, a sua volta la verserà al Comune nei tempi e nei modi stabiliti.

Esenzioni

Sono esenti dal pagamento dell’imposta di soggiorno:

a) i minori fino al compimento del 3° anno di età;

b) i portatori di handicap non autosufficienti ed il loro accompagnatore;

c) il personale appartenente alle forze o a corpi armati statali, ai vigili del fuoco e della protezione civile che soggiornano per esigenze di servizio;

d) gli autisti di pullman e gli accompagnatori turistici che prestano assistenza a gruppi organizzati dalle agenzie di viaggio e turismo;

e) il personale dipendente che lavora per il gestore della struttura ricettiva;

f) i soggetti che alloggiano in strutture ricettive a seguito di provvedimenti adottati dall’Autorità Pubblica per fronteggiare situazioni di emergenza conseguenti ad eventi calamitosi o di natura straordinaria e per finalità di soccorso umanitario.

La tassa di soggiorno giornaliera 2020 a Numana:

– alberghi 4 stelle € 2,00

– alberghi 3 stelle € 1,50

– alberghi1/2 stelle € 1,20

– altre strutture ricettive € 1,00

 

redazionale


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Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Coronavirus – 152 contagiati, 3 i morti

L’aggiornamento di Angelo Borrelli, capo della Protezione Civile


23 febbraio 2020 – “Ad oggi abbiamo 149 persone positive al Coronavirus, tre le vittime”. Così l’ultimo aggiornamento odierno di Angelo Borrelli (foto), capo della Protezione Civile. Nel dettaglio, 110 in Lombardia, 21 in Veneto (2 a Venezia), 6 in Piemonte, 9 in Emilia Romagna, 2 nel Lazio. “Tra i contagiati – ha aggiunto Borrelli – 55 sono ricoverati, 25 in terapia intensiva e 19 in isolamento a casa. Il livello di prevenzione è altissimo. Tutti i possibili casi sono stati verificati in laboratorio, eseguiti oltre tremila tamponi”.

Il paziente zero non è stato ancora individuato. “È difficile prevedere la diffusione – ha concluso Borrelli – Siamo pronti a usare caserme e hotel per eventuali quarantene”.

Intanto, il Ministero dell’Istruzione informa che per motivi precauzionali vengono sospese le uscite didattiche e i viaggi di istruzione delle scuole, in Italia e all’Estero. Sospensione in vigore a partire da oggi, domenica 23 febbraio.

Tra le misure di contrasto al diffondersi del virus, in Friuli Venezia Giulia si è deciso di sospendere tutte le attività didattiche, esami, conferenze negli atenei fino al 1° marzo. Così come in Veneto. Analoga decisone è stata presa in Emilia Romagna fino al prossimo sabato. Chiuse anche scuole, nidi, impianti sportivi e musei. Misure riprese anche in Piemonte dove si è deciso di fermare per una settimana gli atenei e le scuole della regione.

In Lombardia, tutto sospeso fino al 29 febbraio: attività didattiche delle Università, stop anche alle scuole, asili nido, musei, manifestazioni sportive, ludiche, ogni evento culturale. Sospese anche tutte le messe e chiusi gli oratori. Il Teatro alla Scala ha sospeso tutte le rappresentazioni. Chiuso anche il Duomo di Milano e la Pinacoteca. A Genova, chiusa l’Università per una settimana. A Roma, il Campus Bio Medico ha rinviato il test di ammissione a Medicina previsto per martedì 25 febbraio.

A Venezia, il Governatore Zaia e il ministro Speranza hanno firmato un’ordinanza con la quale vengono bloccate tutte le manifestazioni pubbliche, compreso il Carnevale di Venezia a partire dalle 24 di oggi. Nelle Marche, come comunicato oggi dal Governatore Ceriscioli, non si registra nessun caso di contagio. Ciò non fa certo abbassare la guardia al Gores, il centro diagnostico regionale di riferimento, che continua ad operare e ad organizzarsi per trovarsi pronto ad ogni eventuale allerta.


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