Turismo Marche Cciaa: tra giugno-agosto +20,1% delle presenze

Sabatini: “Tanta gente da regioni limitrofe, ora si investa su Fano-Grosseto”

Pesaro, 22 ottobre 2021 – Nel 2021 le presenze turistiche nelle Marche, nel periodo giugno-agosto, hanno registrato un +20,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È quanto emerge dal rapporto di Isnart l’Istituto nazionale di ricerche turistiche delle Camere di commercio italiane, riportato dalla Dire, di cui si è parlato ieri agli Stati generali del turismo in corso a Pesaro.

Un segno ‘+’ che però risulta inferiore alla media nazionale (+30%): una crescita più modesta nelle Marche anche per via del minor impatto che la regione aveva subito nel 2020 rispetto altre destinazioni secondo l’Isnart.

Pesaro – Gino Sabatini, presidente Cciaa Marche

«Non possiamo lamentarci anche se potevamo avere qualcosa in più ma vista la situazione attuale della pandemia e delle restrizioni attuate dobbiamo dire che ci sono valori di ripresa importanti per le Marche – commenta il presidente della Cciaa Marche, Gino SabatiniTanto ha fatto la scelta del Ct Mancini come testimonial, promossa da Regione ed ente camerale. Tanti turisti sono venuti anche grazie a lui».

In base ai dati Isnart tra giugno e settembre le imprese ricettive marchigiane hanno venduto in media il 64% delle camere disponibili con un sensibile miglioramento rispetto al 2020. Il picco si è avuto nel mese di agosto con un tasso di occupazione medio dell’84%. Risultati frutto perlopiù di un incremento dei flussi turistici provenienti dalle aree confinanti. Oltre il 70% delle imprese intervistate ha segnalato un aumento della quota di clientela di prossimità.

Considerazioni che spingono il numero uno della Cciaa a chiedere un’accelerazione sul fronte infrastrutturale in particolare sulla Fano-Grosseto. «Va messo sul piatto un investimento sulle infrastrutture di collegamento tra il Tirreno e l’Adriatico – continua Sabatini – Con la Quadrilatero abbiamo drenato turismo umbro verso le nostre coste e dovremmo farlo anche con altre strutture viarie. Sull’aeroporto invece occorre collegarsi sugli hub più importanti, Germania, Austria, Svizzera, Francia, per portare turisti stranieri nelle Marche. Abbiamo tanto da offrire ma dobbiamo lavorare su un progetto Marche. Una regione unita per un progetto turistico».

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

© riproduzione riservata

 


link dell'articolo