I Bed and Breakfast delle Marche non sono più soli

Costituita la neo associazione regionale di categoria ‘Asso B&B’ unica in Italia. Presidente è Lorenzo Chiucconi del Bed & Wine degli Angeli di Ancona

Frazione Varano (AN) – 8 luglio 2020 – Asso B&B Marche. È questo il nome della neonata associazione regionale rappresentativa dei bed and breakfast, affittacamere e locazioni turistiche non imprenditoriali.

I soci fondatori sono il presidente dell’associazione, Lorenzo Chiucconi del Bed & Wine degli Angeli di Ancona, il vicepresidente Valerio Novelli del B&B Palazzo Migliani di Ascoli Piceno e i membri del direttivo Fabiana Foresi del B&B La Casa Storta di Osimo, Valeria Nicu del B&B Dimorantica e Lidia Zippi del B&B Piazza Viola di Ascoli Piceno.

Frazione Varano (AN) – da sx: il presidente Lorenzo Chiucconi e il suo vice Valerio Novelli della neonata associazione Asso B&B

«Unica nel suo genere sia a livello regionale che nazionale – dichiara il presidente dell’associazione, Chiucconi – in quanto è di fatto il primo sindacato di categoria a tutela delle strutture ricettive extra-alberghiere non imprenditoriali. Un primo grande risultato di questo lungo lavoro è stato ottenuto con la promulgazione del nuovo Testo Unico del Turismo, votato a larghissima maggioranza dall’assemblea legislativa delle Marche lo scorso 30 giugno, all’interno del quale si sono viste accolte tutte le istanze proposte dai membri dell’associazione con regole più chiare per il settore turistico extralberghiero a differenza di quanto era previsto nella prima proposta di legge, tutto questo in concerto con l’assessore regionale Moreno Pieroni».

Il logo dell’associazione

I membri fondatori dell’associazione dall’inizio dell’anno hanno portato avanti un proficuo e costante lavoro ai tavoli istituzionali regionali per far conoscere l’importante realtà del B&B e degli affittacamere della regione che oggi contano circa 1.700 strutture per 8.500 posti letto pari a circa la metà del Pil regionale del settore ricettivo-turistico.

Molti operatori del settore in questi mesi avevano sollecitato la nascita dell’associazione e da oggi Asso B&B Marche avvierà la sua campagna di iscrizione in tutta la regione. Per chi volesse ulteriori informazioni, scrivere alla mail: assobbmarche@gmail.com

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Mascherine usa e getta: nuovo rifiuto 2.2

Una stima parla di quasi due miliardi che finiranno quest’anno negli oceani del mondo


Camerano, 5 aprile 2021 – L’allarme arriva dal Regno Unito, dove una recente analisi condotta dalla North London Waste Authority ha evidenziato come ogni settimana in quel Paese vengano usate e gettate via 102 milioni di mascherine usa e getta. Per rendere l’idea, ricoprirebbero un campo di calcio per ben 232 volte, come scrive la giornalista Francesca Mancuso su greenMe.

Purtroppo è vero: le mascherine usa e getta, quelle che ci proteggono dal virus, sono diventate il rifiuto più importante nell’arco dell’ultimo anno e mezzo. Un rifiuto, per intenderci, che ha superato di gran lunga quello delle bottiglie e dei sacchetti di plastica di cui stiamo per liberarci. Un rifiuto, insieme ai guanti in lattice, che la gente abbandona ovunque: per strada, nelle piazze, nei giardini pubblici, nei campi, lungo i sentieri di montagna, in spiaggia, in alto mare.

Un rifiuto che nessuno smaltisce per paura di un eventuale contagio o, più semplicemente, per menefreghismo. Una negligenza imperdonabile che, a livello trasversale, va imputata sia alla maleducazione delle persone sia all’indifferenza degli enti e delle imprese che dovrebbero smaltirle. Tanto che lo studio britannico, nell’invitare ad affrontare il problema che ormai è mondiale, suggerisce di rivederne la produzione invitando ad utilizzare prodotti biodegradabili.

Un problema serio, dunque, che riguarda tutti e che va risolto al più presto. Ho provato, nel mio piccolo, a testare quanto serio possa essere davvero. L’ho fatto, semplicemente, fotografando le mascherine abbandonate lungo il percorso che faccio abitualmente a Camerano, dove vivo, portando a spasso il mio cane. Un percorso di circa un chilometro e mezzo lungo un tratto di Via Loretana, l’area cani nei giardinetti di Via Scandalli, il parco degli orti. Risultato: ne ho incrociate una trentina. In foto la testimonianza di parte di esse.

Considerato che in Italia i Comuni sono oltre settemila, non è così empirico dire che in totale, in un solo chilometro e mezzo di essi, si siano accumulate come rifiuto oltre 237mila mascherine. Se si moltiplica il dato per tutti i possibili chilometri e mezzo percorribili in ogni Comune, si arriverà ad una cifra stratosferica di mascherine abbandonate sul territorio nazionale. Stimiamo, al ribasso, non meno di una decina di milioni? Sono convinto siano di più.

Una stima dello studio britannico parla di quasi due miliardi di mascherine che quest’anno finiranno negli oceani del mondo. Che facciamo, le lasciamo lì? Educare ad un sano e corretto smaltimento due miliardi di cretini, lo vedo poco percorribile. Chiamare a raccolta Greta Thunberg e i suoi seguaci ambientalisti, altrettanto. Finirà come con la plastica: spenderemo miliardi di euro per sbarazzarcene, e tutto grazie alla stupidità e alla maleducazione di tante persone. Le stesse che ogni giorno si lamentano dell’immane spesa pubblica destinata all’ambiente.

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