Dormire all’aperto galleggiando nell’aria

È la proposta green di Natura in Movimento: due giorni e una notte con escursioni nel Parco del Conero, uscite serali sotto le stelle, pagaiata a Portonovo e pernottamento in tenda sospesi fra gli alberi

Sirolo, 6 agosto 2019 – Addormentarsi sospesi tra gli alberi, è il sogno del bambino che vive in noi! È questa la nuovissima esperienza di Tree Tents Trekking Experience che Natura in Movimento lancia nella Riviera del Conero. Dormire all’aperto galleggiando nell’aria adesso è possibile!

Una tree tents, per dormire galleggiando nell’aria

A Sirolo e Loreto a cura di Forestalp Natura in movimento, sulla collina di Portonovo dove c’è il Tree Tents Camp. C’è qualcosa in questa iniziativa che conduce direttamente nel mondo delle favole: il dormire sospesi tra gli alberi è come un sogno di bambino che si realizza; dormire all’aperto, all’avventura, sotto le stelle.

Il Tree Camping sta conquistando green-addicted che con l’arrivo delle temperature calde scappano dalla città per vivere emozioni. Un’esperienza che combina parallelamente “due tempi”,  quello primordiale e quello dell’alta tecnologia; le tree tents che si sospendono agli alberi sono costruite per offrire massima sicurezza, ospitare più persone trasformandosi per una o più notti  nel nostro nido  portatile senza restrizioni. Il bosco e il cielo non impongono limiti.

Escursioni in canoa da Portonovo alle Due Sorelle

Al Conero la proposta innovativa è di Forestalp Natura in Movimento, che da 35 anni si occupa di Turismo naturalistico, sempre all’avanguardia e attenta alle novità ecologiche. Dopo aver perso quasi completamente tutto il proprio lavoro a causa del sisma che ha colpito il proprio centro operativo di Arquata del Tronto, nel 2016, non si è persa d’animo e a distanza di 3 anni riparte alla grande come sempre ha saputo fare!

Il Tree Tents Trekking Experience combina la passione del trekking slow, del campeggio, dell’avventura, della buona cucina e, nel caso del Conero, anche del mare. Solo nella Rivera del Conero è possibile promuovere esperienze così forti e significative. Tutto questo grazie alla collaborazione di partner locali come  l’Agriturismo Accipicchia, la Cantina Polenta di Collina di Portonovo, il CEA Centro di Educazione Ambientale del Conero con sede a Portonovo e la creatività professionale di Forestalp Natura in Movimento.

Si tratta di programmi della durata di due giorni e una notte che prevedono escursioni nel Parco del Conero, uscite serali sotto le stelle, pagaiata in mare da Portonovo alle Due Sorelle, pernottamento in Tree Tents nel bosco e deliziose cene e colazioni presso l’Agriturismo Accipicchia, oltre a degustazioni presso la Cantina Polenta.

Per saperne di più, programma dettagliato al seguente Link:

https://www.naturainmovimento.net/home/tree-tents-trekking/tree-tents-trekking-monte-e-mare/

 

redazionale


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo