A San Galgano con la Pro Loco

La Pro Loco di Sirolo organizza una gita alla famosa abbazia senza tetto per scoprire il mistero della spada nella roccia.

Sirolo. Fino al 29 settembre sarà possibile prenotarsi per la gita “San Galgano e la spada nella roccia” organizzata dalla Pro Loco di Sirolo in programma per domenica 2 ottobre alla volta del comune di Chiusdino.

Si parte la mattina alle 5.30 dal parcheggio di  Piazza Brodolini e alle 10.30 è prevista la visita guidata all’Abbazia dedicata a San Galgano.

l'Abbazia di San Galgano
l’Abbazia di San Galgano

La Rotonda di Montesiepi, meglio conosciuta come l’Abbazia di San Galgano è davvero un luogo dal sapore onirico e surreale, in quanto ha per pavimento un prato e per tetto il cielo ed un’antica e grandiosa chiesa cistercense, ormai sconsacrata, adagiata in una valle isolata tra le colline a circa 40 Km da Siena, in direzione sudest verso Grosseto.

Un gioiello dell’arte romanica ricco di mistero e leggenda, infatti sulla  collina di Montesiepi è custodita una delle reliquie più affascinanti della Toscana: la famosa spada nella roccia di San Galgano conficcata in uno sperone di roccia proprio al centro di una cappella circolare.

Alle 12.30 è in programma il pranzo al Ristorante “Antico tempio di San Galgano”.

Durante il pomeriggio a partire dalle 15 sarà la volta della visita al  Museo e al centro storico di Chiusdino. Il Museo civico e  diocesano è allestito nello storico Palazzo Taddei e ospita in 4 piani, 10 sale tematiche con dipinti, sculture e oreficeria sacra dedicata a San Galgano.

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Anche il centro storico, caratterizzato dai  tipici vicoli medievali e da un panorama e scorci mozzafiato, è molto legato al Santo, infatti sarà possibile accedere alla Casa Natale di San Galgano trasformata in cappella di culto, alla Chiesa della Compagnia e alla Chiesa di San Michele Arcangelo.

Alle 17.30 è prevista la partenza per il rientro che avverrà in serata.

Per informazioni e prenotazioni è possibile rivolgersi ad Agnese (334.1471264) e Orietta (328.6683109).


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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