I giovani osimani chiedono più spazi di aggregazione

Progetto Osimo Futura ha presentato i risultati del questionario “Osimo città per i Giovani” rivolto a ragazzi e giovani tra i 14 e i 35 anni

Osimo, 18 maggio 2022 – I giovani osimani vorrebbero luoghi di aggregazione in centro e nelle periferie, spazi all’aperto e al chiuso per suonare, ascoltare musica e ballare, ma anche migliorare spazi studio in città.

Sono alcuni dei dati emersi dal questionario “Osimo Città per i Giovani” promosso lo scorso marzo dall’associazione Progetto Osimo Futura per comprendere bisogni e aspettative dei ragazzi sul modo di vivere la città.

Al sondaggio hanno partecipato oltre 130 osimani tra i 14 e i 35 anni. «Nella sintesi, basata sul campione di oltre 100 risposte dai 15 anni in su, emerge un quadro di Osimo Giovane con un certo grado di insoddisfazione, più accentuato nella fascia di età fra i 19-35 – spiega Paolo Moretti, ideatore del questionario – in particolare fra gli studenti universitari e fra i giovani che stanno cercando un lavoro, che chiedono migliori spazi per lo studio e un contesto che agevoli l’ingresso nel mondo del lavoro. Trasversalmente a tutte le fasce di età, spicca il desiderio forte di spazi di aggregazione in centro e nelle periferie e di spazi all’aperto e al chiuso in cui poter vivere pienamente la loro musica, da ascoltare e ballare insieme».

Le domande del sondaggio riguardavano varie tematiche come l’interazione con l’Amministrazione comunale, tempo libero, spazi di aggregazione e di studio, servizi per i giovani. Nello specifico, per quanto riguarda l’interazione con l’Amministrazione comunale, dai dati emerge una percezione della capacità di comunicare mediamente insoddisfacente. C’è però il desiderio di essere informati sulla vita della città, di trovare degli interlocutori a cui indirizzare disagi ed iniziative che nascono dai giovani, di utilizzare canali diretti come i social media.

Paolo Moretti, ideatore del questionario

C’è anche desiderio di trasparenza e comprensione del funzionamento della macchina amministrativa e di partecipare ad eventi, conoscere opportunità di lavoro, avere notizie del territorio e dell’ambiente. Sul fronte dei bisogni invece, i giovani sentono l’esigenza di iniziative a loro dedicate, sia culturali che ricreative; spazi di aggregazione; opportunità per agevolare l’imprenditoria giovanile tramite workshop, coworking e condivisione delle idee; potenziamento di servizi di informazione delle offerte di lavoro sul territorio.

I giovani desiderano anche il recupero di luoghi per concerti, per ballare, fare musica all’aperto e spazi sportivi di libero accesso. Vorrebbero spazi studio più idonei, un migliore servizio bibliotecario e il potenziamento dei collegamenti del trasporto pubblico dalle periferie verso il centro storico. Infine, vorrebbero vivere i propri ideali e chiedono il ripristino della consulta giovanile.

«Si discute spesso di “conflitto generazionale” in senso retorico, parole che si leggono e si ascoltano come se non ci appartenessero. Eppure, il conflitto generazionale si consuma quotidianamente a casa nostra: i giovani si sentono spesso abbandonati nel loro desiderio di spazi, nei loro bisogni e nelle loro aspirazioni – continua a spiegare Moretti – Chiedono luoghi per ritrovarsi e divertirsi, per studiare e per lavorare, ma quando vivono in centro “sono chiassosi”, quando accendono la musica per ballare alla Vescovara “sono fastidiosi».

Achille Ginnetti, consigliere comunale di Progetto Osimo Futura

Con questo sondaggio l’associazione Progetto Osimo Futura ha cercato di raccogliere le loro voci nel tentativo di cogliere e “misurare” l’iceberg di ricchezza e umanità dei nostri ragazzi. Ricchezza che è emersa dall’incontro con alcuni di loro che ci hanno raccontato quello che i numeri non dicono: «Non etichettateci, ascoltateci e supportateci per favore…»

«I giovani sono delle grandi risorse, vanno supportati, valorizzati e messi nelle condizioni di poter fare, di avere spazi per dare sfogo alla loro creatività e socialità» il commento di Achille Ginnetti, consigliere di POF. Il report completo dei risultati del questionario sarà pubblicato nei prossimi giorni sulle pagine Facebook ed Instagram di Progetto Osimo Futura.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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