Ancona – Una guida per gli ultra 65enni

Informerà su tempo libero, servizi, attività culturali e strutture presenti in città. Un aiuto anche per le famiglie

Ancona, 27 luglio 2020 – Anziano a chi? Tempo libero, sport, hobby e cultura ma anche info utili sulla vita quotidiana e per chi è in difficoltà. Quella che una volta era la terza età, oggi può essere considerata un’età adulta piena di passioni e interessi anche in piena autonomia.

Sono 26.428 al 31 dicembre 2019 gli ultra 65enni nel territorio dorico (alla fine del 2018 gli ultra 65enni erano 26.228 contro i 24.545 del 2017), poco più di un quarto della popolazione locale. Un trend in crescita, come riscontrato anche in tutto il territorio nazionale.

Valeria Mancinelli, sindaco di Ancona

«Siamo consapevoli – affermano il sindaco Valeria Mancinelli e l’assessore ai Servizi Sociali Emma Capogrossi – che a 65 anni molti di noi sono tutto tranne che anziani. Ma c’è anche una età più avanzata in cui alcuni hanno bisogno di assistenza e talvolta di cure e strutture dedicate. Per loro abbiamo creato una rete di protezione che tende a includere e supportare famiglie con soggetti disabili, malati, persone anziane che desiderano condurre una vita autonoma con un minimo di sostegno e servizi su misura».

Nasce da qui la guida per la popolazione ultra sessantacinquenne del territorio data alle stampe dal Comune di Ancona. Risponde a differenti domande di una fascia d’età molto ampia. Il vademecum indica servizi pubblici e privati, attività culturali ma anche forme di aiuto alle famiglie, uffici e servizi, fino alle strutture, con tutti i riferimenti. Informazioni particolarmente utili anche per chi vuole vivere una longevità attiva – a cui sono orientati molti progetti portati avanti dall’assessorato ai Servizi Sociali – e inerenti le opportunità che questa fascia di età ha a disposizione e delle quali non è a conoscenza.

Il leit motiv che coniuga ogni sezione è quello delle mani: che stringono, che accudiscono, che sorreggono. Simboleggiano la rete di collaborazioni e competenze senza le quali questi servizi non esisterebbero: dalle strutture pubbliche, ai privati, fino alle associazioni di volontariato attivi in vari settori: sanitario, sociale, culturale, ludico.

Stampata in migliaia di copie è in distribuzione da lunedì 27 luglio: in Comune, ai servizi sociali e all’Urp,  alle ex circoscrizioni, nei poliambulatori, all’Inrca. La guida avrà una versione on line – sempre aggiornata – sul sito del Comune di Ancona dai primi di agosto, raggiungibile anche inquadrando con lo smartphone il qrcode nell’ultima pagina.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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