Sirolo abbandona Equitalia a favore di Ancona Entrate

Svolta epocale nella riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali del Comune

Sirolo, 1 agosto 2020 – Il Comune di Sirolo abbandona Equitalia per passare ad Ancona Entrate al fine di tutelare il bilancio ed erogare maggiori servizi. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di giovedì 30 luglio, la maggioranza capeggiata dal sindaco Filippo Moschella ha impresso una svolta epocale per Sirolo e i sirolesi.

È stato approvato lo schema di accordo e partenariato pubblico-pubblico fra il Comune e Ancona Entrate che, dopo l’approvazione in Giunta, si occuperà della gestione, liquidazione, accertamento e riscossione delle entrate tributarie e patrimoniali comunali.

Per il cittadino non cambierà nulla, dato che lo sportello, la firma e la supervisione delle cartelle rimarrà sempre all’interno del Comune, mentre per  la macchina amministrativa cambierà tutto, dal momento che Ancona Entrate effettuerà la gestione e, soprattutto, la riscossione dei tributi non pagati, con maggiore efficienza rispetto al passato.

Il sindaco Moschella è entusiasta della modifica perché: «per la prima volta nella storia di Sirolo, ci si potrà avvalere di un ente efficiente che ha a disposizione dati di molteplici banche elettroniche, da incrociare per recuperare i debiti non corrisposti, debiti dovuti a mancati pagamenti di tasse e servizi come ad esempio l’Imu, la Tosap, la Tassa Rifiuti, le contravvenzioni, i servizi e altre, che stanno letteralmente strozzando il bilancio comunale».

Attualmente, i crediti non riscossi per lo più oggetto di ruoli di Equitalia, ammontano ad oltre 1.600.000 euro. La legge, per fronteggiare la citata presunta assenza di entrate, impone l’accantonamento di una seconda cifra in proporzione alla prima, inserita nel bilancio alla voce fondo crediti di dubbia esigibilità, oggi pari a quasi 1.100.000 euro.

Filippo Moschella, sindaco di Sirolo

In sostanza, i crediti non riscossi e il fondo crediti creano un doppio danno ai cittadini, perché creano un ammanco e bloccano risorse economiche che potrebbero essere utilizzate per erogare maggiori servizi, incidendo  pesantemente sull’intero bilancio, con una percentuale oggi pari a circa il  40%.

Per il sindaco, inoltre, è fondamentale un secondo concetto: «I ritardi nella riscossione di Equitalia stanno determinando, di anno in anno, il veloce aumento dei crediti non riscossi e, conseguentemente, l’aumento del fondo crediti che, a parità di entrate economiche, ingesseranno sempre più il bilancio, fino ad arrivare al collasso. Quindi, se il Comune avesse continuato ad attendere, così come ha fatto nei passati decenni, il suo bilancio sarebbe diventato sempre più asfittico».

L’accordo con Ancona Entrate, che permetterà di evitare l’assunzione di personale nel settore contabile del Comune con evidenti risparmi di spesa, prevede anche, per i crediti pregressi, l’individuazione di quelli che possono essere recuperati mediante azione di sollecito nei confronti di Equitalia. Inoltre,  prevede l’elaborazione di possibili segnalazioni qualificate, per segnalare macroscopiche incongruenze fra redditi percepiti e dichiarati.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

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di Paolo Fileni

Diritto e morale di una casta immorale

Fuori i nomi di chi ha scritto e votato la legge sui bonus alle Partite Iva. Luca Zaia: “I politici che l'hanno chiesto non saranno ricandidati”


12 agosto 2020 – Torno sulla questione dei parlamentari e dei consiglieri regionali che hanno chiesto ed ottenuto il bonus riservato alle partite Iva in difficoltà. Lo faccio lasciando la parola e lo spazio odierno di Paneburro&marmellata ad Armando Ginesi che mette nero su bianco tutta una serie di riflessioni in merito. Com’è che in questo Paese nessun politico viene mai chiamato a rispondere delle castronerie che mette in campo? Aggiungo solo che il Garante della privacy ha dichiarato che i nomi dei furbetti si possono fare. Riflette, Ginesi:

«Che la legge abbia consentito (ed ancora consenta) di commettere la cosa indegna che hanno compiuto i cinque deputati e diversi amministratori regionali di avvalersi (o di provarci) del bonus per le partite Iva che hanno sofferto economicamente durante la fase acuta della pandemia, è cosa risaputa. Che siano state persone indegne non significa che abbiano compiuto azioni illegali.

Perché diritto e morale sono cose distinte (qualcuno ha giustamente ricordato come, dopo il 1938, in Italia, perseguitare gli ebrei fosse una cosa legale anche se certamente indegna dal punto di vista etico) ma che, a parer mio, non possono ignorarsi.

E questa è una. Un’altra è che esiste una legge sulla privacy per cui i nomi di questi individui non si potrebbero fare. Ma esistono anche i diritti dei cittadini a non essere turlupinati dai furbacchioni moralmente disonesti, per cui, a mio giudizio, i nomi vanno resi pubblici. Per evitare che gli elettori li rieleggano di nuovo anche se indegni. (E qui bene ha fatto il presidente del Veneto Luca Zaia (foto da Facebook) a decidere che non saranno ricandidati coloro che hanno approfittato di un legge per commettere una mascalzonata. Speriamo che tutti i partiti si comportino allo stesso modo se non vogliono apparire complici dei malfattori, anche questa volta così li definiamo dal punto di vista etico che per noi conta eccome).

Non sono da rieleggere per vari motivi: intanto perché sono soggetti non degni di far parte di un Parlamento, poi perché sono stupidi (non dovevano capire che la cosa sarebbe venuta a galla e che sarebbero stati sputtanati a dovere?), e allora come si possono mandare a far leggi (che tutti noi siamo obbligati a rispettare), persone indegne e cretine?

Ma un’altra riflessione va fatta: chi l’ha scritta quella legge idiota che non ha fissato un tetto o una modalità che impedissero una maialata del genere? E ancora: chi l’ha votata? Dateci l’elenco dei partiti o i nomi dei parlamentari che l’hanno approvata. Magari sono gli stessi che oggi si stracciano le vesti perché qualcuno, fra loro, è stato più cretino degli altri».

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