Tari ridotta per chi ha un Isee fino a 8.265 euro

Sconto del 40% sulla parte variabile della tariffa ottenibile senza fare nulla, ci penserà l’ufficio dei Servizi sociali

Osimo, 16 novembre 2020 – I cittadini osimani, già beneficiari dei bonus sociale Sgate (luce, gas, acqua), godranno di tale riduzione per l’anno 2020 senza bisogno di fare la domanda. Sarà infatti l’ufficio dei Servizi sociali ad occuparsene, estrapolando gli utenti che ne hanno diritto alla data di esecutività della delibera del Consiglio comunale del 9 ottobre 2020.

Coloro che faranno la richiesta di bonus Sgate successivamente all’inoltro dei dati da parte degli uffici, otterranno ugualmente il bonus presentando al gestore Astea, o altro gestore, l’attestazione di avvenuto caricamento della richiesta da parte dei servizi.

Ad Osimo, i beneficiari del bonus sociale acqua, luce e gas nell’anno 2019 risultano essere in totale 931: in particolare 323 beneficiari per la luce, 297 per il gas e 311 per il settore idrico. Nell’anno in corso, ad oggi, i beneficiari in totale sono 742: in particolare 256 beneficiari per la luce, 238 per il gas e 248 per il settore idrico.

Lo sconto del 40%, da calcolarsi sulla parte variabile della tariffa, sarà proporzionato al numero dei componenti il nucleo familiare e va da 24,96 euro per un componente a 84,87 euro per sei componenti o più.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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