Tari ridotta per chi ha un Isee fino a 8.265 euro

Sconto del 40% sulla parte variabile della tariffa ottenibile senza fare nulla, ci penserà l’ufficio dei Servizi sociali

Osimo, 16 novembre 2020 – I cittadini osimani, già beneficiari dei bonus sociale Sgate (luce, gas, acqua), godranno di tale riduzione per l’anno 2020 senza bisogno di fare la domanda. Sarà infatti l’ufficio dei Servizi sociali ad occuparsene, estrapolando gli utenti che ne hanno diritto alla data di esecutività della delibera del Consiglio comunale del 9 ottobre 2020.

Coloro che faranno la richiesta di bonus Sgate successivamente all’inoltro dei dati da parte degli uffici, otterranno ugualmente il bonus presentando al gestore Astea, o altro gestore, l’attestazione di avvenuto caricamento della richiesta da parte dei servizi.

Ad Osimo, i beneficiari del bonus sociale acqua, luce e gas nell’anno 2019 risultano essere in totale 931: in particolare 323 beneficiari per la luce, 297 per il gas e 311 per il settore idrico. Nell’anno in corso, ad oggi, i beneficiari in totale sono 742: in particolare 256 beneficiari per la luce, 238 per il gas e 248 per il settore idrico.

Lo sconto del 40%, da calcolarsi sulla parte variabile della tariffa, sarà proporzionato al numero dei componenti il nucleo familiare e va da 24,96 euro per un componente a 84,87 euro per sei componenti o più.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Notte di San Lorenzo, notte di sogni e di speranza

Con il naso all’insù per le stelle cadenti


Camerano, 10 agosto 2022 – Lo confesso, sono tante le notti di San Lorenzo che ho passato con il naso all’insù aspettando di veder cadere una stella. E confesso, anche, di aver espresso desideri nascosti a quella scia luminosa affidandogli, nel breve arco di tempo e di spazio del suo sfrecciare nel buio, la possibile realizzazione dei miei sogni. Credendoci, credendoci davvero, tanto era la voglia che mi portavo dentro di vederli concretizzati.

L’ho fatto sin da quando, bambino, ho appreso dell’esistenza di questo credo popolare. E lo faccio ancora oggi, nonostante la tarda età e la consapevolezza sia solo un credo popolare e niente di più. Crescendo, per molti anni ho abitato in un Comune il cui motto è: “Ad sidera tendit”, volgarmente tradotto “tendere alle stelle” proiettati verso l’alto. Qualcosa vorrà pur dire!

Ho affidato alle stelle cadenti il mio desiderio di riuscire ad acquistare per mio conto la prima motocicletta e correrci, e dopo un po’ il desiderio s’è avverato. Gli ho affidato quello di riuscire a pubblicare il mio primo romanzo e, tac! dopo un po’ l’ho pubblicato. Stessi affidi per un amore, per la nascita di un figlio, per realizzare il sogno di avere un giornale tutto mio. Tutti concretizzati.

Lo so. Lo so benissimo che con tutta probabilità quei sogni si sarebbero realizzati anche senza l’affido alle stelle cadenti, ma l’averlo fatto in tempi non sospetti ogni volta mi trasmetteva una speranza in più. Come se da lassù, nel profondo blu cobalto del cielo, una forza superiore potesse lavorare a mio favore: le stelle cadenti, e non un Dio, scelte forse a discapito del secondo perché non credente. Ma in fondo, in fondo, dove sta la differenza?

Credo di non essere l’unico essere umano ad averlo fatto. Credo, anzi, d’essere in buona compagnia. Gli individui, donne e uomini, nel proprio intimo più nascosto sanno di aver bisogno di una qualche entità capace di non farli sentire soli. Soli e disarmati di fronte alla quotidiana guerra contro il destino e le avversità. Contro le proprie debolezze.

“Noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni…” ha scritto William Shakespeare ne: La Tempesta intorno al 1610, aggiungendo: “… e nello spazio e nel tempo d’un sogno è raccolta la nostra breve vita”.

E allora, che cosa c’è di meglio dell’affidare i nostri sogni, la nostra vita, ad una stella cadente nel breve spazio e tempo della sua traiettoria luminescente nella volta del cielo? Male non fa.

Questa notte, l’ennesima, starò con il naso all’insù nella speranza di vedere una scia luminosa. Ormai ho poco da affidargli, se non la speranza di continuare ancora per un po’ in buona salute. Per me e per i miei cari. Per il resto, quel che c’era da realizzare l’ho in parte realizzato e in parte no, sudando comunque parecchio. E non saprò mai se loro, le stelle cadenti, mi abbiano davvero dato una mano. Scientemente, non lo credo, ma mi piace pensare che me l’abbiano data. E spero dal profondo l’abbiano data anche a voi. Siamo fatti della stessa sostanza dei sogni

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