Lettera del M5S al sindaco Pugnaloni: meno imposte più aiuti

Il Movimento 5 Stelle osimano chiede al sindaco la proroga dell'approvazione del Bilancio: “Meno imposte e più aiuti alle Famiglie e alle Imprese per fronteggiare l'emergenza Coronavirus”

Osimo, 28 aprile 2020 – Il M5S osimano, in vista dell’imminente votazione del Bilancio Preventivo 2020-2022, scrive una lettera al sindaco Simone Pugnaloni chiedendone la proroga. Per i pentastellati è un bilancio che presenta un aumento complessivo delle tasse comunali e nella lettera chiedono più misure a sostegno dell’occupazione, incentivi all’imprenditoria e interventi a sostegno delle famiglie più bisognose. Ne pubblichiamo integralmente i contenuti:

“Preg.mo Sindaco Simone Pugnaloni,

in data 25 marzo 2020 vengono notificati ai consiglieri comunali il Bilancio Preventivo 2020- 2022 e i relativi allegati che lo compongono, già approvati in Giunta in data 2 marzo 2020 e con parere positivo del collegio dei Revisori, affinché gli stessi  consiglieri possano depositare gli eventuali emendamenti al bilancio entro dieci giorni dalla notifica, e cioè entro il prossimo sabato 4 aprile.

Osimo – Caterina Donia, consigliera comunale del M5s

Il Bilancio Preventivo 2020-2022 presenta un aumento complessivo delle imposte comunali: 

– introduzione dell’aliquota unica dell’addizionale comunale Irpef allo 0,8%, anziché progressiva al reddito, che andrebbe a penalizzare le fasce più povere della collettività; 

– aliquota ordinaria Imu al 1,06%, al valore più alto consentito;

– aumento della Tari.

Nel suddetto Bilancio non sono previste, inoltre, misure a sostegno dell’occupazione, incentivi all’imprenditoria, interventi a sostegno delle famiglie più bisognose come quello del “diritto alla casa”. Il Bilancio, alla luce dell’emergenza pandemia Covid -19 , appare poco rispondente alla realtà, alle esigenze delle famiglie e delle imprese. Risulta, inoltre, essere poco veritiero poiché sembra impensabile che la cittadinanza, di fronte ad una probabile crisi economica, possa onorare il gettito erariale comunale previsto a bilancio.

In questi momenti difficili per il Paese e nell’ottica di una possibile fase di recessione dell’intera economia, servono interventi immediati a sostegno di famiglie, lavoratori ed imprese finalizzati sia alla gestione dell’attuale fase emergenziale, sia al rilancio economico e sociale. Occorrono misure precise ed efficaci a tutela dei cittadini e soprattutto delle fasce più deboli del tessuto sociale. Solo se restiamo tutti uniti e attenti alle necessità del territorio possiamo superare anche questo momento di difficoltà. 

Il gruppo del Movimento Cinque Stelle di Osimo, tramite il suo consigliere Donia Caterina, chiede    che il Sindaco e la giunta del Comune di Osimo possano rivedere il Bilancio Preventivo 2020-2022 alla luce della emergenza Coronavirus che la cittadinanza sta vivendo e delle possibili difficoltà economiche che si appresta ad affrontare.

È stato pubblicato sulla G.U. n. 50 del 28 febbraio 2020 il Decreto del Ministero dell’Interno con cui si dispone il nuovo termine del 30 aprile 2020 per l’approvazione del Bilancio di Previsione 2020-2022 per gli Enti Locali.

Chiediamo, pertanto, all’Amministrazione comunale di avvalersi della suddetta proroga al fine di adeguare le voci di bilancio alle mutate esigenze della collettività”.

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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