Caso TARI, rischio mazzata per le imprese

Lo afferma Paolo Picchio esternando la preoccupazione di Confartigianato. Astea incontra le associazioni di categoria

Osimo – «Il caso delle cartelle TARI rischia di trasformarsi in una mazzata per le imprese del territorio, un rischio che ci preoccupa, tanto, in un contesto come questo in cui il sistema produttivo ancora provato dai tempi di crisi sta cercando la ripresa ma si scontra con mille ostacoli e difficoltà – dichiara Paolo Picchio responsabile territoriale Confartigianato – tra le quali questa, davvero inopportuna viste anche le modalità, e il continuo processo di trasformazione del mondo bancario che non semplifica di certo la vita alle imprese nell’accesso al credito».

Paolo Picchio, responsabile territoriale Confartigianato

Continua la querelle fra le imprese (rappresentate dalle associazioni di categoria) e Astea (soggetto incaricato alle riscossioni), sulla questione delle cartelle pregresse della tassa rifiuti che, in diversi casi, registrano importi davvero considerevoli. L’applicazione della normativa pare essere complessa: «Per questo – continua Picchio – sottolineiamo la necessità di andare a fondo in questa questione e di verificare con esattezza e opportuna chiarezza quanto sta accadendo. Di certo rifiutiamo la lettura semplicistica di taluni che imputano ai nostri imprenditori l’accusa di evasione».

Osimo – La sede Astea in via Guazzatore.

Gli fa eco Astea, a dimostrazione che le parti si stanno muovendo per arrivare a una soluzione, sì, ma va sottolineato che si muovono su piani e posizioni contrapposte: «Abbiamo svolto questa mattina un incontro sulla TARI presso i nostri uffici – informa Astea – con le Associazioni di categoria. Erano presenti Confindustria, Confcommercio, Cna e Confartigianato. È stata posta l’attenzione sulla collaborazione e sullo scambio di informazioni per il pagamento e la situazione dei pregressi di tutte le aziende interessate. Sono già stati fissati appuntamenti tra Astea e diverse imprese. Da lunedì chiunque fosse interessato a chiarire la propria posizione può accedere ai nostri uffici predisposti».

 

redazionale


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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