La Regione Marche rinvia al 31 luglio il pagamento bollo auto

La Giunta regionale sta per definire ulteriori rinvii per altri tributi minori

Ancona, 25 marzo 2020 – La Giunta regionale, convocata oggi in via straordinaria, ha approvato una proposta di legge, su indicazione dell’assessore al Bilancio Fabrizio Cesetti, per posticipare al 31 luglio il pagamento del bollo auto e di altri tributi minori.

In attesa dell’auspicabile recepimento a livello nazionale degli emendamenti proposti dalla Regione Marche e avendo la Regione stessa la possibilità di agire direttamente sulla tassa del bollo auto e sui tributi di sua competenza – commenta l’assessore Cesetti – abbiamo deciso di procrastinare il pagamento al 31 luglio”.

Fabrizio Cesetti, assessore al Bilancio della Regione Marche

La proposta di legge prevede inoltre la possibilità per la Giunta regionale di adottare in via amministrativa provvedimenti per ulteriori posticipazioni delle scadenze. “In questa drammatica emergenza sanitaria, abbiamo voluto approvare con urgenza tali misure necessarie per andare incontro alle esigenze dei cittadini marchigiani già stremati dalle difficoltà sia sotto l’aspetto sanitario sia sotto quello economico e sociale”, ha aggiunto l’assessore Cesetti.

 

redazionale

© riproduzione riservata


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

" >
di Paolo Fileni

Ecco, Marco ci dice come siamo fatti

Le miserie umane in tempo di Covid-19 descritte da chi sta ‘dall’altra parte’ di un bancone


5 aprile 2020 – Il mondo, in questi giorni di resistenza e di clausura, non è quasi mai quello che vediamo con i nostri occhi. Forse, non lo è mai stato. Siamo così presi da noi, dalle nostre esigenze e personali egoismi, dai nostri piccoli o grandi drammi familiari, che difficilmente riusciamo a percepire quel che siamo davvero. O come ci muoviamo in mezzo agli altri, troppo concentrati a risolverci e a soddisfarci individualmente per riuscire a percepire come ci vedono dall’esterno.

Un esempio? Vi propongo la testimonianza di Marco Auricchio che arriva direttamente dai social. Una testimonianza forte, a tratti offensiva. Ma si tratta di un’offesa prima ricevuta e poi restituita al mittente. Che ci piaccia o no. Marco è l’altro, uno di quelli che ci guardano, e ci giudicano, dall’altra parte di un bancone di un supermercato (foto generica) della provincia di Ancona. Uno dei tanti che ci servono ogni giorno con pazienza e umiltà, e che spesso neppure vediamo. Ma loro sì che ci vedono, e sopportano in silenzio per contratto le nostre miserie umane, finché alla fine si sfogano e ci descrivono per quello che siamo. Senza tanti fronzoli. Scrive Marco:

«… Mi dispiace dirlo, ma dal coronavirus la maggior parte degli Italiani non ha imparato e non imparerà niente, se non a saper fare il pane e la pizza in casa e a cercare con ossessione l’alcool e il lievito di birra nei supermercati.

Io non svolgo una mansione importante, non faccio il medico o l’infermiere, faccio l’addetto alle vendite, banconiere, fruttarolo in un supermercato, uno di quei lavori che prima di questa tragedia avete sempre considerato di basso ceto sociale.

Ad oggi ci definite eroi, perché andiamo al lavoro nonostante tutto, anche se non lavoriamo in sicurezza, anche se non abbiamo i dispositivi di protezione adatti, anche se le persone ci rispondono in modo maleducato, anche se facciamo doppi turni, anche se vediamo ogni giorno le stesse facce, anche se vediamo persone che fanno la spesa tre volte al giorno per otto fottuti euro a scontrino, anche se ci sentiamo fare sempre le stesse domande sull’alcool, sul lievito di birra, sui rifornimenti.

E sapete perché? Perché noi, alla maleducazione della gente ci eravamo abituati già prima della pandemia, quando arrivavate al banco senza salutare, con tono stizzito per la coda, urlando ‘oh non me servi che cho fuga’, Non siete cambiati neanche un po’, anzi, siete ingrassati come le vacche e siete diventati più scemi e stronzi.

È inutile cantare dai balconi e dire che andrà tutto bene perché francamente, se la situazione è quella che vivo io, non andava bene prima e non andrà bene neanche dopo.
Avreste dovuto imparare l’importanza dello stare in famiglia, della salute più che altro luride merde superficiali, e dell’amore per la natura, e invece non avete imparato nulla, se non come usare il lievito. Beh, a questo punto spero che vi ci strozziate maledetti…
».

Foto. Fine. Pubblicità!

 

© riproduzione riservata

 

 


link dell'articolo

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all’uso dei cookie. Maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi