Loreto primo Comune a ridurre la Tari alle imprese

Il Consiglio comunale all’unanimità ha stanziato 54mila euro per le aziende in difficoltà. Confartigianato plaude la scelta, “frutto di un dialogo costruttivo”.

Loreto, 5 agosto 2020 – Ascolto, confronto, collaborazione, sostegno. Sono i quattro punti cardinali che hanno orientato il Comune di Loreto – tra i primi in Italia – a stanziare un importante contributo economico per ridurre la Tari alle imprese chiuse da Dpcm in seguito all’emergenza sanitaria da Covid-19.

Confartigianato Imprese Ancona – Pesaro e Urbino plaude la scelta: «È apprezzabile che un’Amministrazione ascolti la voce degli imprenditori e si faccia carico di agevolare le attività nella lotta complicata verso la ripartenza – sottolineano il presidente Graziano Sabbatini e il segretario generale Marco Pierpaoli – è un segnale di speranza: se anche a livello locale si tende la mano all’economia del territorio, significa non solo alleggerire le aziende e chi le gestisce, ma anche tutta la forza lavoro dell’indotto».

Graziano Sabbatini, presidente Confartigianato imprese Ancona-Pesaro e Urbino

Loreto è così il primo Comune di zona a stanziare la riduzione della Tari, tra i primi in Italia. Un gesto che assume un valore ancor più grande se si considera che l’indotto economico della Città Mariana è in gran parte dettato dal turismo religioso, un sistema pesantemente entrato in crisi con l’annullamento dei bus e dei treni di pellegrini. «Questo rende ancora più apprezzabile lo sforzo dell’assessore alle attività produttive di Loreto, Fausto Pirchio, e di tutta la Giunta – rimarca Pierpaoli – per sostenere le aziende più colpite da questa emergenza sanitaria».

Entrando nello specifico della Tari per il Comune di Loreto, era già stato deliberato uno slittamento del tributo con prima rata al 30 settembre 2020, seconda rata al 30 novembre 2020 e terza rata al 28 febbraio 2021. Ora, il Consiglio comunale, all’unanimità, ha approvato uno stanziamento di 54.000 euro per la scontistica Tari da destinare alle aziende colpite da Covid.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Elezione Presidente della Repubblica, 1ª chiama

Nessun accordo: 672 schede bianche


Camerano, 24 gennaio 2022 – Partita alle ore 15.00, a Roma, la prima votazione per eleggere il quattordicesimo Capo dello Stato della Repubblica Italiana. Il numero totale degli elettori fra Deputati, Senatori compresi quelli a vita, Rappresentanti delle Regioni, è sceso da 1.009 a 1.008: alla vigilia delle votazioni è venuto a mancare il deputato di Forza Italia Vincenzo Fasano. Quorum dei due terzi, dunque, almeno per questa prima votazione, fissato a quota 672. Domani, martedì 25 gennaio la Camera eleggerà a Montecitorio, al suo posto, Rossella Sessa, sempre di Forza Italia.

La prima chiama odierna è partita all’insegna di una grande incertezza: vuoi perché i leader politici non sono stati in grado di presentare candidati ufficiali, vuoi per il clima particolare in cui si muovono i Grandi elettori dovuto alla pandemia in corso.

Proprio a causa del virus, infatti, il presidente della Camera Roberto Fico – padrone di casa – ha stravolto le procedure di voto. Ha fatto sparire lo storico catafalco coperto di drappi rossi all’interno del quale si votava da sempre, e lo ha fatto sostituire con tre moderne strutture tipo cabina elettorale rigorosamente rosse (foto).

All’interno dell’emiciclo, ha disposto che i votanti debbano essere non più di cinquanta alla volta, ovviamente oltre ai commessi in servizio, cancellando in un sol colpo quell’atmosfera che si respirava in passato fatta da un’aula stracolma, da capannelli di parlamentari che discutevano fra i banchi cercando intese improbabili dell’ultimo minuto. In più, sempre grazie al Covid, ha relegato i parlamentari risultati positivi, circa una trentina, in un seggio speciale adiacente alla Camera dei deputati, in Via della Missione, facendoli votare in modalità drive-in.

Mentre in aula si procedeva alle votazioni secondo la chiama stabilita per ordine alfabetico, all’esterno dell’emiciclo i vari leader si sono mossi con frenesia per trovare quell’accordo su un nome condiviso che fino ad oggi non sono stati in grado di trovare. Esplicativo, in tal senso, il commento dell’editorialista de La Stampa Marcello Sorgi: «Ma perché non si sono messi d’accordo prima? Hanno avuto tutto il tempo per farlo!»

Fra i più attivi, in giornata, il leader della Lega Matteo Salvini che ha avuto dapprima un colloquio con il presidente del Consiglio Mario Draghi, poi con il segretario del PD Enrico Letta, poi con il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte.

Il lungo pomeriggio elettivo si chiude a Roma con lo spoglio delle schede, terminato alle 21.05. Come da previsioni più che annunciate, le schede bianche sono state 672 (prima dell’ennesima verifica); forse un caso, ma è lo stesso numero del quorum. Niente di fatto, dunque. Tutto rimandato a domani per la seconda chiama. Fra i votati oggi, Marta Cartabia (9), Paolo Maddalena (36), Umberto Bossi (6), Sergio Mattarella (16), Berlusconi (7). Ma pure nomi come Pierferdinando Casini e Walter Veltroni, il conduttore Rai Amadeus e il giornalista Bruno Vespa, oltre all’improbabile presidente della Lazio Lotito.

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