Loreto posticipa il pagamento della Tassa Rifiuti

Il provvedimento preso dall’Amministrazione comunale in seguito alla pandemia da Covid-19. Previsti anche sconti e riduzioni per le utenze domestiche e non domestiche

Loreto, 9 settembre 2020 – Per agevolare i contribuenti in questo anno colpito dalla pandemia da Covid -19, L’Amministrazione comunale ha deciso di posticipare il pagamento delle rate della tassa rifiuti nel seguente modo:

  • 30 settembre 2020
  • 30 novembre 2020
  • 28 febbraio 2021
  • soluzione unica  30 settembre 2020

Nel caso l’avviso dovesse essere recapitato in ritardo, si può procedere al pagamento senza l’applicazione di ravvedimenti, sanzioni o interessi. Qualora vi siano modifiche da apportare all’avviso per sopravvenute variazioni, prima di procedere al pagamento l’utente si deve rivolgere all’ufficio Tributi (tel: 071/7505636 – 7505666 – mail tributi.loreto@regione.marche.it), per procedere alle necessarie modifiche o integrazioni.

Loreto – Raccolta rifiuti (foto di repertorio)

Riduzione Covid-19

per utenze non domestiche

Per il solo anno 2020, in conformità alla delibera Arera n. 158/2020, alle utenze non domestiche di cui sia stata disposta la chiusura e la successiva riapertura, con provvedimenti governativi emessi a seguito dell’emergenza Covid-19, sono applicate le riduzioni della quota variabile della tariffa in proporzione ai giorni di chiusura imposti, come di seguito specificato:

Cat.Descrizione ex DPR 158/99CODICE ATECO

INDICATIVO

GG. DI CHIUSURA%

RIDUZIONE QUOTA VARIABILE

1Musei,91.027125%
Biblioteche91.017125%
Scuole85>12025%
Associazioni945625%
Luoghi di culto94.917125%
2Cinematografi e teatri59.14-90.049925%
3Autorimesse, magazzini senza alcuna vendita diretta00%
4Campeggi00%
Distributori di carburante00%
Impianti sportivi93.11-93.12-93.137625%
5Stabilimenti balneari93.39.2000%
6Esposizioni e autosaloni45.115325%
7Alberghi con ristorante55.16725%
8Alberghi senza ristorante, bed and breakfast55.16725%
9Case di cura e riposo, Caserme, Altre collettività86.10-87.3000%
10Ospedali86.1000%
11Uffici, agenzie,  studi professionali6725%
12Banche, istituti di creditoK6400%
13Negozi di abbigliamento commercio al dettaglio di vestiti per bambini e neonati47.713325%
Negozi di libreria47.613325%
Negozi di cartoleria47.62.203325%
Negozi di abbigliamento, calzature e altri beni durevoli47.72-47.716725%
15Negozi particolari: filatelia tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato47.53.11-47.51.10-47.53.12-47.71.50-47.79.206725%
16Banchi di mercato beni durevoli47.82-47.896725%
17Attività artigianali: parrucchieri, barbieri, estetista, lavanderie96.026725%
18Attività artigianali: falegnami, idraulici fabbri ed elettricistiSI VEDA CODICE ATECO4225%
19Carrozzeria, autofficine, elettrauto, gommistaSI VEDA CODICE ATECO025%
20Attività industriali con capannone di produzioneSI VEDA CODICE ATECO4225%
21Attività artigianali di produzione beni specificiSI VEDA CODICE ATECO4225%
22Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie e pub566725%
23Mense, birrerie hamburgherie56.26725%
24Bar, caffè; pasticceria566725%
Fiori e piante47.76.105325%
Pizza al taglio56.10.205325%
30Discoteche, night club, sale da ballo93.29.10>12025%

 

utenze domestiche

Per il solo anno 2020, alle utenze domestiche verrà applicata una riduzione pari al 10% nella parte variabile della tariffa di competenza, qualora il contribuente dichiari che per il grave disagio economico-sociale, causa emergenza Covid-19, abbia già usufruito entro il mese di luglio 2020, del bonus per le utenze acqua, luce, gas.

La dichiarazione del contribuente richiedente dovrà essere confermata da parte del Settore servizi sociali. L’agevolazione è prevista per una sola utenza ad uso domestico nella titolarità di uno dei componenti del nucleo famigliare.

Per info, codici Ateco e moduli di richiesta rivolgersi all’ufficio Tributi del Comune.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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