Loreto – Calcolo Tari: nessun errore

Lo conferma il sindaco Niccoletti

Loreto – Il primo cittadino tranquillizza gli utenti sulla questione del calcolo della Tari e affida ad una nota la sua spiegazione.

«Sul calcolo della Tari, nessun errore a Loreto – scrive il sindaco Niccoletti – nessuna irregolarità è stata commessa nel conteggio della tassa».

Il sindaco di Loreto, Paolo Niccoletti

La Tari è una tassa nata nel 2014 per coprire le spese del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti che in quegli anni prevedeva un cambiamento radicale del sistema. È composta da una quota fissa ed una variabile. Quella fissa viene calcolata in base ai metri quadrati dell’abitazione, quella variabile in base ai componenti del nucleo familiare.

«In alcuni casi – spiega il sindaco – quest’ultima è stata ricalcolata più volte in base alle pertinenze dell’abitazione, mentre andrebbe calcolata solo una volta aggiungendo sulla parte fissa le pertinenze dell’abitazione come i garage e le cantine».

A Loreto, la quota fissa della tariffa per le utenze domestiche è stata conteggiata applicando alla superficie dell’alloggio quella dei locali delle pertinenze mentre, per la quota variabile, si è tenuto conto delle persone che compongono gli occupanti dell’immobile in questione, conclude la nota del sindaco. Tutto secondo le regole, dunque.

In ogni caso, e senza mettere in dubbio le dichiarazioni di Niccoletti, dal momento che la norma non è chiara neppure a livello nazionale – lo ha dichiarato ieri in conferenza stampa il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli – l’utente farebbe bene a dare una controllatina alla bolletta. In attesa dei chiarimenti attesi dal Ministero.

 

redazionale

 

 


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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