Tari e Cup, Castelfidardo stanzia 150mila euro di sostegni

Destinati alle attività commerciali colpite dalla crisi sanitaria ed economica

Castelfidardo, 29 aprile 2022 – Con votazione favorevole e unanime del Consiglio comunale fidardense, riunitosi giovedì 28 aprile, sono state approvate le modifiche al regolamento e le tariffe sulla Tari (tassa sui rifiuti).

Castelfidardo – Una seduta del Consiglio comunale (foto d’archivio)

Si è così completato un percorso di interventi da parte dell’Amministrazione comunale che ha permesso di stanziare oltre 150mila euro a sostegno delle attività commerciali colpite dagli effetti della crisi sia sanitaria che economica. I contributi andranno ad attutire in maniera rilevante sia l’importo della quota variabile della Tari sulle utenze non domestiche sia la tassa per l’occupazione del suolo pubblico per i cosiddetti dehors stagionali.

«Considerato il quadro economico generale penalizzato dalle conseguenze della pandemia e ancor di più dall’aumento dei costi delle materie prime e dell’energia – hanno spiegato l’assessore Sergio Foria e il sindaco Roberto Ascani – si interviene a favore delle attività commerciali con due importanti misure».

Castelfidardo – L’assessore al Bilancio, Sergio Foria

Relativamente alla Tari, tassa rifiuti, il contributo per l’anno 2022, si applica sulla quota variabile del tributo, con sgravi dal 50 al 100% a seconda delle categorie merceologiche (100% discoteche, 90% bar e ristoranti, 60% parrucchieri e negozi non alimentari, ecc.).

Come stabilito con atto di indirizzo della Giunta della scorsa settimana, è stata decisa anche l’erogazione straordinaria, fino al 31 ottobre prossimo, di una sovvenzione sul Canone Unico Patrimoniale (ex Tosap) dovuto dagli esercizi pubblici di somministrazione di alimenti e bevande che nella stagione primaverile-estiva hanno chiesto l’utilizzo di spazi all’aperto: a seconda dei casi e delle metrature, la sovvenzione arriva a coprire fino al 100% dei costi.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Marchigiani: rabbia, orgoglio e dignità

Un onore appartenere a questo popolo un po’ dorico un po’ piceno


Camerano, 21 settembre 2022 – Non voglio star qui a commentare ciò che è successo nella notte fra giovedì 15 e venerdì 16 settembre 2022 nelle Marche. Né i morti di Ostra, i disastri a Sassoferrato, Pianello, Corinaldo, Cantiano, Senigallia, per citarne solo alcuni. O la reiterata piena del Misa, le responsabilità di chi doveva fare e non ha fatto. O i dispersi… Se ne è parlato e se ne sta parlando, forse anche troppo, su tutti i media social compresi.

No, non commento, sperando, finalmente, che le responsabilità di chi poteva arginare i danni e se n’è fregato saltino fuori e i colpevoli vengano puniti. Magra consolazione però di fronte ai morti, dispersi, feriti o ai rimasti senza un’abitazione.

Di fronte ad un’alluvione con conseguenze così drammatiche come quest’ultima, aspettando che la Magistratura e la Giustizia facciano il loro corso, vorrei sottolineare invece la reazione dei marchigiani. Rabbia sì, tanta, tantissima, perché gran parte dei disastri si sarebbero potuti evitare visti i precedenti del 2014. Ma anche tanto orgoglio e dignità.

Senza tante chiacchiere, senza aspettare inermi gli aiuti che comunque sono arrivati anche da mezza Italia, i marchigiani colpiti dal disastro si sono da subito rimboccati le maniche e, indossati gli stivali e agguantate le pale e le scope, si sono messi immediatamente all’opera per spalare via dal fango strade, garage, cantine e abitazioni allagate.

Mentre Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari cercavano i morti e i dispersi, tanti giovani studenti, operai, commercianti, imprenditori e liberi professionisti, uniti dallo stesso intento e tutti insieme, si sono riversati per strada cercando di salvare il salvabile. Con orgoglio e dignità. L’orgoglio e la dignità di un antico popolo di mare avvezzo a fare da sé di fronte agli accidenti della vita. Perché i marchigiani sanno da sempre come si fa a rialzare la testa, con tigna e la forza delle proprie braccia.

Ma c’è anche di più, e questo solo i marchigiani lo possono capire. Vedere gruppi di tifosi dell’Ascoli e dell’Ancona – acerrimi nemici quando si tratta di calcio giocato – lavorare fianco a fianco a Senigallia e Borgo Bicchia pale in mano, sporchi di fango e stremati dalla fatica, dà la vera misura di cosa significhi la solidarietà, l’orgoglio e la dignità di questo popolo un po’ dorico e un po’ piceno (foto, Curva Nord Ancona).

Scene particolari che ad un vecchio cronista di provincia come me fanno sentire fino in fondo, e con sincero orgoglio, il senso d’appartenenza a questa gente. Se questi sono i marchigiani, è un onore per me essere nato in questa regione. Grazie a tutti quelli che in un modo o nell’altro hanno lavorato per far rialzare la testa alle mie Marche!

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