Tari, 60 mila euro di sgravi per le imprese

L’assessore Sergio Foria: “Sconti automatici fino al 35% in proporzione ai giorni di chiusura durante l’emergenza”

Castelfidardo, 6 agosto 2020 – 60mila euro di sgravi per le imprese: con votazione unanime il Consiglio Comunale ha approvato nella seduta di lunedì scorso il nuovo regolamento della Tari (Tassa rifiuti) con il quale sono state previste riduzioni alle imprese per l’emergenza Covid.

Castelfidardo – L’assessore al Bilancio Sergio Foria

Come relazionato dall’assessore Sergio Foria nell’ambito della discussione più ampia relativa all’assestamento generale del bilancio di previsione, l’elemento di novità è rappresentato dallo stanziamento di 60mila euro destinato a compensare le riduzioni applicate sulla Tari delle utenze non domestiche.

Recependo la richiesta delle associazioni di categoria e comprendendo il momento di difficoltà delle imprese costrette ad un lungo periodo di inattività durante il lockdown, si è scelta la strada più semplice. «Anziché mettere le imprese nella condizione di dover presentare domande di contributo, abbiamo evitato ulteriori adempimenti – spiega l’assessore Foria – erogando in maniera semplice ed automatica uno sconto sulla Tari».

Castelfidardo – L’assessore all’Ambiente Romina Calvani

Un criterio oggettivo e tempestivo che è stato voluto e condiviso dall’assessore all’Ambiente Romina Calvani, e che si traduce in una riduzione dell’importo dell’imposta proporzionale ai giorni di chiusura e commisurato alla specificità di ciascun settore: sconti che vanno dal 9% al 35% della parte variabile della Tari sulla bolletta che le imprese si troveranno a pagare con la prima rata del 15 settembre.

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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