Snellito l’iter per l’edilizia libera

Uno sgravio di spese per il cittadino che interessa la costruzione di pergolati, gazebo, ripostigli o ricoveri di attrezzature da giardino

Castelfidardo, 11 gennaio 2021 – Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità, nell’ultima seduta del 29 dicembre scorso, le modifiche al regolamento atto a favorire la realizzazione di interventi edilizi cosiddetti minori in termini di impatto urbanistico, funzionali ad immobili principali come pergolati, gazebo, manufatti adibiti a ripostiglio o per il ricovero di attrezzature da giardino.

Opere di limitate dimensioni che secondo la normativa rientrano nel novero dell’edilizia libera non sottoposta a S.c.i.a. (segnalazione certificata inizio attività), di cui l’atto condiviso dal consesso disciplina l’entità e le specificità addivenendo ad un equilibrato compromesso fra le esigenze di sicurezza, controllo e snellimento burocratico.

Come spiegato dal sindaco Roberto Ascani, si tratta di una «semplificazione e di un miglioramento dell’iter che sgrava di spese il cittadino, non essendo obbligatoria la consulenza di figure qualificate per presentare la richiesta di titolo abilitativo».

Recependo inoltre i suggerimenti di vari tecnici locali, sono state incrementate le consistenze delle opere per cui è richiesto il preventivo titolo abilitativo, come quella massima riguardante i gazebo che passa da 16 a 20 metri quadri, le casette da giardino (da 20 a 25 metri cubi), le tettoie per ricovero di autovettura estendendone le misure fino a 20 metri quadri, identificando inoltre in 10 metri quadri la soglia massima per realizzare opere non stabilmente fisse al suolo senza titolo edilizio.

Il nuovo regolamento, consultabile sul sito comunale alla sezione Amministrazione Trasparente – Pianificazione e Gestione del Territorio, è già esecutivo e attualmente in vigore:

(https://trasparenza.comune.castelfidardo.an.it/amministrazione-trasparente/?voceamt=72).

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

FNSI: ecco a voi l’Informazione italiana!

La denuncia, fatta a pagamento, del sindacato dei giornalisti


17 ottobre 2021 – Oggi, sui principali quotidiani nazionali, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI), ha pubblicato – a pagamento – una denuncia su quella che è la situazione in cui versano i giornalisti e l’informazione in Italia. Di seguito, il testo integrale:

Il diritto dei cittadini a essere informati è sotto attacco. I giornalisti sono nel mirino di organizzazioni criminali e neofasciste. Vengono quotidianamente intimiditi, minacciati, picchiati per via del loro lavoro.

Una crisi senza precedenti mette in ginocchio il settore dell’editoria. L’occupazione è sempre più precaria. Migliaia di giornalisti sono costretti a lavorare senza diritti, senza tutele, e con retribuzioni indegne di un Paese civile.

Governo e Parlamento dimenticano l’articolo 21 della Costituzione. Non vogliono fermare le querele bavaglio. Non vogliono norme per l’equo compenso e per contrastare il precariato.

Lasciar affondare l’Istituto di previdenza dei giornalisti italiani significa dare il via allo smantellamento progressivo dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione, pilastro di ogni democrazia. Governo e Parlamento non lascino morire l’informazione italiana”.

Intanto, non è assurdo che FNSI (sindacato unico e unitario dei giornalisti italiani che, a loro nome, stipula con le organizzazioni datoriali dei vari settori dell’informazione i contratti collettivi nazionali di lavoro giornalistico), per una tale denuncia debba pagare uno spazio sui giornali?

Poi, diciamocelo: la denuncia, sacrosanta, purtroppo vera, dai contenuti più che condivisibili, arriva con grave ritardo ad accusare un sistema in atto nel Paese da almeno vent’anni. Certo, meglio tardi che mai, ma adesso la Federazione, in quanto sindacato, si dia una mossa con azioni concrete per sovvertire l’andazzo: non bastano le parole di denuncia, occorrono i fatti!

Articolo 21 della Costituzione

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili.

In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto.

La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

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