Nuova Sirolese, la ‘’Victoria’’ resta un miraggio

La squadra di Scaringi cade in casa contro l’ultima

Seconda Categoria girone D
Nuova Sirolese – Victoria Strada 1 : 2

Sirolo. Fa tutto il Victoria Strada e in Riviera si prende anche i tre punti. In un autentico scontro salvezza. Racconta così la classifica anche se sono passate solamente sette giornate. Per la Nuova Sirolese (ultima in classifica con quattro punti assieme all’Atletico Offagna), il ritorno alla ‘’Victoria’’ – dopo la beffa di una settimana prima sul campo della Sampaolese – rimane un miraggio. A distanza di una settimana la squadra di Scaringi perde nuovamente e in casa contro l’ultima della classe che la supera anche in classifica.

Stenta a trovare il passo giusto la Nuova Sirolese
Stenta a trovare il passo giusto la Nuova Sirolese

E’ una Nuova Sirolese rimaneggiata per via degli infortuni e per le squalifiche prese ingenuamente a San Paolo di Jesi nel turno precedente. Padroni di casa avulsi e confusionari che non riescono mai a creare concreti pericoli a Spurio.

Un autogol di Penna nei primi minuti di gioco illudono i ragazzi di casa che credono facilmente di aggiudicarsi l’intera posta. Non è così. Perché Latini nel primo tempo pareggia i conti, Mazzi nella ripresa firma il definitivo sorpasso che decreta il meritato successo degli ospiti.

‘’Sì, un risultato giusto – commenta sportivamente mister Scaringi -. Una sconfitta meritata contro una squadra di pari livello. Abbiamo giocato al di sotto delle nostre potenzialità. Non sono un alibi le assenze perché siamo scesi in campo in undici come i nostri avversari e in novanta minuti abbiamo fatto solo un tiro in porta’’.

NUOVA SIROLESE: Nicolini, Olivieri (82 Dubini), Rosini, Macrolei (71’ Pesaresi), Rivellini, Boccanera, Busco (58’ Tesori), Scocchera, Babini, Brandoni, Tricarico. All. Scaringi

VICTORIA STRADA: Spurio, Simonetti (43’ Serloni), Piccinini, Gagliardini R., Flamini, Penna, Mazzi, Fortunato, Gambini (67’ Scoponi), Latini (67’ Bacelli), Gagliardini S. All. Cuicchi

Arbitro: Polizzi di Macerata

Reti: 6’ Penna (aut), 25’ Latini, 74’Mazzi


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

“Perché noi siamo amore…”

Giornata di San Valentino 2021


Camerano, 14 febbraio 2021 – Facciamo un po’ di storia sulla festa degli innamorati senza arrivare a scomodare l’antica Roma dei Cesari. La leggenda narra che il santo avrebbe donato a una fanciulla povera una somma di denaro necessaria come dote per il suo sposalizio, che, senza di questa, non si sarebbe potuto celebrare, esponendo la ragazza priva di mezzi e di altro sostegno al rischio della perdizione. Il generoso dono – frutto di amore e finalizzato all’amore – avrebbe creato la tradizione di considerare il santo vescovo Valentino come il protettore degli innamorati.

La più antica Valentina di cui sia rimasta traccia risale al XV secolo e fu scritta da Carlo d’Orléans, all’epoca detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Carlo si rivolge a sua moglie (la seconda, Bonne di Armagnac) con le parole: Je suis desja d’amour tanné, ma tres doulce Valentinée… (Sono già malato d’amore, mia dolcissima Valentina).

Inoltre, alla metà di febbraio si riscontrano i primi segni di risveglio della natura; nel Medioevo, soprattutto in Francia e Inghilterra, si riteneva che in quella data cominciasse l’accoppiamento degli uccelli, quindi l’evento si prestava a essere considerato la festa degli innamorati.[

A dare impulso alla festa, soprattutto nei paesi di cultura anglosassone, e per imitazione anche altrove, è stato lo scambio di valentine, bigliettini d’amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell’amore romantico: la colomba, l’immagine di Cupido con arco e frecce… (nella foto, Amore e Psiche, particolare della scultura del Canova). La Greeting Card Association ha stimato che ogni anno venivano spediti il 14 febbraio circa un miliardo di biglietti d’auguri. Si è andati avanti così fin quasi alla fine degli anni 2000, anche grazie ad alcuni imprenditori statunitensi come Esther Howland che iniziarono a produrre biglietti di san Valentino su scala industriale.

Oggi non si fa quasi più, gli innamorati del 2020 preferiscono scambiarsi scatole di cioccolatini, fiori, qualche gioiello. Senza dimenticare miliardi di frasi sdolcinate scambiate via Whatsapp e Instagram.  E impazza festeggiare al ristorante. Pienissimi quest’anno, ma a pranzo e non più a cena per via della pandemia.

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C’è chi condanna questa festa additandola come un’operazione puramente commerciale, ma sono per larga parte innamorati delusi o cornuti traditi. Altri, sostengono che se ami qualcuno devi dimostrarlo tutto l’anno e non solo il 14 febbraio.

Sia come sia, e che piaccia o no, è indubbio che l’amore muova il mondo: “l’amor che move il sole e l’altre stelle”, scriveva Dante Aligheri nell’ultimo verso della sua Divina Commedia. E se lo diceva lui…

Che esista un giorno deputato a celebrare l’amore, alla fine, non fa male a nessuno. Ed è giusto che i nostri ragazzi – ma vale per tutti gli innamorati e le coppie del mondo – possano sognare e pensare l’amore che stanno vivendo come unico, irripetibile e per sempre. Certo, è uno dei più grossi inganni che l’esistenza possa riservare, ma non diciamoglielo mai.

Perché viverlo, l’amore, produce il più grande stravolgimento ormonale, emotivo e sensoriale che si possa provare nell’arco di una vita. Non esiste nient’altro al confronto, “Perché noi siamo amore”, come canta il professor Roberto Vecchioni in Chiamami ancora amore (video allegato).

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