Volley, La Nef derby da dimenticare in fretta

Offagna domina vincendo in tre set

Volley B maschile
Offagna – Osimo 3-0
25-12, 25-19, 25-17

Offagna. Battuta d’arresto per La Nef Osimo. La seconda in trasferta. Stavolta senza prendere neanche un punto e neppure un set. Il derby è vinto nettamente da Offagna. Osimo non pervenuta.

L'abbraccio dei giocatori dell'Offagna che sottolinea una netta affermazione
L’abbraccio dei giocatori dell’Offagna che sottolinea una netta affermazione su La Nef Osimo

Il primo set, grazie a un proficuo turno in battuta di Ferrini, scorre via facilmente con la squadra di casa che scappa fino al 16-6. Sebbene le percentuali di ricezione dei ragazzi di Giangiacomi non siano ottime (33% nel set) Cremascoli manda bene a segno i propri attaccanti e il set termina 25-12.

Il secondo set gode di maggior equilibrio. Si va al primo timeout tecnico sul 8-7 e il secondo sul 16-14. Ma qui un altro efficace turno al servizio di Ferrini e uno altrettanto proficuo di Rosa fanno si che il vantaggio si dilati fino al 25-19 conclusivo grazie a un attacco punto di Massaccesi.

Nel terzo set si prevedeva una reazione di Osimo ma così non è stato. Solo nei primi punti i ragazzi di coach Baleani cercano di star avanti nel punteggio ma poi la Finanza e Previdenza Offagna prende nuovamente le redini e con un Cremascoli che manda perfettamente a segno tutti i suoi attaccanti. Il set si conclude 25-17.

‘’Devo fare i complimenti ai ragazzi – dice il d.s. dell’Offagna, Michele Pelosi -. Davvero una gran bella partita davanti a un grande pubblico’’.

Rammarico in casa osimana. ‘’Non siamo mai entrati in campo soffrendo molto in ricezione – fa sapere il team manager Fabio Lo Savio -. Un ko che sorprende perché la squadra era apparsa in crescita. Una sconfitta che deve far riflettere’’. In vista del prossimo match casalingo contro Perugia. Unica nota positiva per la squadra osimana l’esordio in serie B unica dello schiacciatore Thomas Alessandrini, classe ’99, prodotto del vivaio, autore anche di 4 punti.

Offagna, a fine partita, raccoglie l'applauso del proprio pubblico
Offagna, a fine partita, raccoglie l’applauso del proprio pubblico

Per Offagna nella prossima giornata invece è big match in casa del Montalbano con le due squadre in vetta alla classifica a punteggio pieno dopo tre giornate.

FINANZA E PREVIDENZA OFFAGNA: Rosa 7, Cremascoli 4, Pettinari, Gentilucci, Bruschi 13 , Medici, Massaccesi 7, Ferrini 13, Chiarini 8, Marzioli Farinelli (L1), Spernanzoni (L2). All. Giangiacomi

LA NEF OSIMO: Ballarini, Pesaresi 7, Durazzi 1, Guazzaroni 1, Alessandrini 4, Romani 8, Boncompagni 10, Gagliardi, Pace (L), Molari ne, Palmieri, Caporaletti 2. All Baleani

Arbitri: Monini-Stazio


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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