Volley – La Lardini asfalta anche Mondovì

Altra vittoria da tre punti per le filottranesi

Volley A2 femminile
Filottrano – Mondovì 3-1
25-18, 25-22, 24-26, 25-12

Osimo. Una Lardini d’attacco. Non può essere altrimenti leggendo il tabellino della sfida contro Mondovì. Vinta ancora da tre punti dalla squadra di Bellano. Alla fine dei quattro set disputati al PalaBaldinelli  le cinque giocatrici d’attacco chiudono tutte in doppia cifra.

Un attacco di Cogliandro
Un attacco di Cogliandro

‘’Nei primi due set abbiamo giocato bene. Tutto è filato tranquillo – spiega coach Massimo Bellano -. Almeno fino a metà del secondo set. Ordinati nel muro difesa, giocando una buona pallavolo sia in battuta che in attacco’’. Nel primo set a sbrogliare la situazione ci pensa Negrini: due attacchi e un muro del capitano lanciano la Lardini verso il traguardo (23-18), Scuka e l’ace di Vanzurova chiudono il parziale (25-18). Nel secondo set il break decisivo lo firmano Cogliandro, Negrini e l’ace di Vanzurova che lanciano la Lardini sul 22-17. Due fast Cogliandro garantisce tre palle set alle padrone di casa. Scuka non perdona sulla seconda.

Il terzo set invece premia Mondovì. ‘’Ha iniziato a difendere maggiormente e abbiamo commesso qualche errore di troppo. Non deve succedere per una squadra come la nostra. Dobbiamo rimanere un po’ più freddi. Poi nel quarto set alcune scelte in battuta ci hanno dato ragione’’.

La formazione di Bellano torna su livelli di assoluta eccellenza. Mazzaro dà il là ad un break di 8-0 (9-3). Poi arrivano i punti di Vanzurova oltre a quelli di Negrini, Cogliandro e Vanzurova. Scuka chiude con un muro e un attacco chiudendo al meglio la sfida. ‘’Alla fine abbiamo vinto meritatamente con un ottimo quarto parziale’’ chiude Bellano.

Niente riposo per la Lardini che mercoledì sera tornerà in campo per la semifinale di andata della Coppa Italia. Filottrano salirà sul campo del Trentino (fischio d’inizio alle ore 20,30).

LARDINI FILOTTRANO: Bosio 3, Vanzurova 17, Mazzaro 14, Cogliandro 13, Negrini 14, Scuka 18, Feliziani (L). N.e.: Tosi, Marangon (L2), Galazzo, Pirro, Rita, Cappelli. All. Bellano – Quintini.

LPM BAM MONDOVÌ: Stomeo, Bici 13, Martina 5, Bruno 7, Nomikou 15, D’Odorico 14, Poma (L); Carraro 2, Rolando, Cane 3. N.e.: Dhimitriadhi, Camperi. All. Secchi – Pretto.

Arbitri: Di Blasi (Rm) e Oranelli (Pg)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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