Volley – Alba Adriatica tramonta ad Osimo oscurata da La NEF

Secondo successo consecutivo per i senza testa

LA NEF OSIMO –ALBA ADRIATICA 3-1 (21-25; 25-17; 25-18; 25-17)

Osimo, 24 ottobre 2021 – Ottimo esordio casalingo per LA NEF Osimo che ottiene la seconda vittoria consecutiva, prima in casa, per 3-1 contro l’ostica compagine abruzzese dell’Iseini Alba Adriatica, sconfitta all’esordio e quindi con tanta voglia di riscatto.

Finalmente il ritorno in casa con il calore del pubblico per gli osimani, che ha trascinato la squadra alla vittoria; a distanza di quasi due anni il ritorno dei tifosi sarà un elemento in più per questo campionato di Serie B maschile.

Osimo – L’esultanza dei ragazzi de La Nef

Avvio di partita equilibrato tra le due squadre: se per i padroni di casa si fa notare Silvestrelli, la buona l’organizzazione difensiva è l’arma in più degli ospiti. Rossetti e Ragoni trascinano Alba con delle ottime giocate e gli ospiti conquistano il primo set per 21-25.

Buono l’avvio del secondo set per LA NEF Osimo con Valla e ancora Silvestrelli a fare la differenza portando i padroni di casa sul 9-4. Di Felice e Rossetti sono due ottimi schiacciatori e lo dimostrano in questa frazione, con Alba che rimane in scia per un secondo periodo molto combattuto ed equilibrato sul 16-14. Silvestrelli, con un paio di ace ed ottimi attacchi, fa la differenza in questo frangente e gli osimani si impongono per 25-17 (1-1).

Terzo set equilibrato con botta e risposta da ambo le parti fino all’11-11, con i padroni di casa che piazzano il break (5-0) e conquistano la frazione grazie ad una grande prova corale, e l’esperienza di Polidori, per 25-18 (2-1).

Quarto set ancora all’insegna dell’equilibrio sul 10-10, con protagonisti da ambo le parti; Rossetti e Di Felice da una e Valla e Silvestrelli dall’altra. I “senza testa” con Polidori a muro e Silvestrelli in attacco si aggiudicano la frazione, chiudendo la questione, per 25-17 (3-1) con una grande prova di maturità e determinazione da parte di tutti.

coach Roberto Masciarelli

«Una vittoria estremamente positiva per come è arrivata – commenta coach Roberto Masciarelli – una partita combattuta, dove non siamo partiti benissimo, ma siamo stati molto bravi a recuperarla ed a tenere un’ottima intensità».

Il Tabellino

LA NEF OSIMO: Stella n.e., Cremascoli 4, Di Nisio n.e. Polidori 3, Silvestroni 5, Sparaci n.e., Caciorgna 12, Vignaroli 3, Di Martino n.e., Silvestrelli 31, Valla 12, Schiaroli, Genovesi n.e. All. Masciarelli

ISEINI VOLLEY ALBA ADRIATICA: De Matteis, Cretone n.e, Esposito n.e., Di Felice 6, Cacchiarelli, Foglia, Pugliatti 1, Di Pentima n.e., Rossetti 8, Stipa, Ragioni 12, Traini 3, Brutti n.e. All. Brutti

Arbitri: Azzurra Bordoni e Carolina Mezzasoma

 

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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Scarpe e panchine rosse per colpa di anime nere

Giornata internazionale contro la violenza sulle donne


Camerano, 25 novembre 2021 – Si celebra oggi, in tutto il mondo civile, la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, data simbolo scelta perché in questo giorno del 1960 a Santo Domingo tre sorelle – Patria, Minerva, Maria Teresa Mirabal – vennero uccise e gettate in un burrone dagli agenti del dittatore Rafael Leonidas Trujillo. Data ripresa il 25 novembre 1981 quando si organizzò il primo Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche, e da quel giorno divenne data simbolo. Istituzionalizzata definitivamente dall’Onu nel 1999.

Sono dunque quarant’anni esatti che il mondo, prendendo a simbolo una data, ha ufficializzato e condannato la brutalità dell’uomo, del maschio, nei confronti delle donne. Una violenza fatta di soprusi, ricatti continui, botte spesso sfociate in delitti, che per la verità esiste da sempre ad ogni latitudine e si perde nella notte dei tempi.

Nel mondo la violenza contro le donne interessa una donna su tre.

In Italia i dati ISTAT mostrano che il 31,5% delle donne ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale. Le forme più gravi di violenza sono esercitate da partner, parenti o amici. Gli stupri sono stati commessi nel 62,7% dei casi da partner.

In Italia, circa ogni tre giorni una donna viene uccisa in quello che viene definito il fenomeno dei femmicidi. Secondo il Rapporto Istat 2018 sulle vittime di omicidi pubblicato dal Ministero degli Interni, il 54,9% degli omicidi di donne sono commessi da un partner o ex partner, il 24,8% da parenti, nell’1,5% dei casi da un’altra persona che la vittima conosceva (amici, colleghi, ecc.)

Oggi in tutta Italia, ogni Comune, Provincia, Regione, Associazione di categoria, denuncia il fenomeno dei femminicidi e dice no alla violenza sulle donne. Lo fa con eventi ed iniziative d’ogni sorta tutte accomunate dal colore rosso: facciate dei palazzi e monumenti illuminati di rosso, panchine colorate di rosso, scarpe rosse abbandonate sul selciato delle piazze. Un simbolo, quello delle scarpe rosse, ideato nel 2009 dall’artista messicana Elina Chauvet con l’opera Zapatos Rojas. Installazione apparsa per la prima volta davanti al consolato messicano di El Paso, in Texas, per ricordare le centinaia di donne rapite, stuprate e uccise a Ciudad Juarez.

Questo colore rosso riporta alla mente il colore del sangue versato dalle tante donne vittime di femminicidio, contrapposto al nero dell’anima dei loro stupratori, violentatori e assassini. L’anima nera di quei maschi mai cresciuti che considerano la donna una loro proprietà esclusiva, al punto da arrivare ad uccidere la propria compagna o ex, quando si rendono conto d’averla persa definitivamente. La proprietà, ovviamente, mica la donna, che è soltanto colpevole di avergli detto o dimostrato che lei non è proprietà di nessuno se non di se stessa.

Domani, spento il colore rosso, resterà il nero di quelle anime perse e una statistica da aggiornare. Si lavorerà per aiutare quelle donne e quei figli scampati alla violenza ma, soprattutto, si dovrà trovare il modo per insegnare agli stalker che una donna non è un oggetto, che una storia d’amore può finire, che un femminicidio non può affermare una supremazia che non è mai esistita se non nella loro testa. E bisogna trovarlo, quel modo, prima che la perdano del tutto la testa.

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