Un punto a testa tra Osimana e Villa Musone

Una sconfitta e un pareggio per i giallorossi in due partite di fila al Diana

Promozione girone A
Osimana – Villa Musone 1 – 1

Osimo. I tifosi senzatesta aspettavano la vittoria e invece si devono accontentare di un pari. Neanche nella seconda partita di fila casalinga al Diana l’Osimana di mister Ceccacci riesce a cogliere i tre punti.

Mascambruni cerca di sfuggire a capitan Castorina
Mascambruni cerca di sfuggire a capitan Castorina

Meglio il Villa Musone nel primo tempo. I gialloblu fanno capire subito che sono saliti al Diana per cogliere la terza vittoria di fila. L’ex Capra vuol dare la classica zampata: su un liscio di Ferri lascia partire un gran tiro dalla distanza che Vaccarini respinge proprio all’ultimo con i pedi (4’). Dopo otto minuti è la volta di Mascambruni a impegnare il numero uno di casa che devia in calcio d’angolo.  L’Osimana si fa vedere solo nel finale di tempo con un colpo di testa di Bediako che termina alto. Troppo poco.

La ripresa si apre con un’occasione per parte. Fornari salva sulla linea una conclusione di Postacchini, mentre dall’altra parte De Martino colpisce la parte alta della traversa.

I gol: Villa Musone in vantaggio con un colpo di testa di Tonuzi, angolato, che anticipa tutti gelando Vaccarini. Reagisce  l’Osimana che pareggia su calcio di rigore guadagnato da Gabbanelli e realizzato da Giuliani. Lo stesso Giuliani, in pieno recupero, sfiora il gol vittoria: bravo Cingolani a respingere il pericolo compiendo quasi un miracolo.

«Sono soddisfatto dell’atteggiamento dei ragazzi – dice mister Ceccacci -. Nonostante tante difficoltà hanno messo in campo molta voglia di fare risultato. Penso che il pareggio sia il risultato più giusto, anche se nei minuti finali abbiamo avuto due nitide occasioni per vincere la partita. Purtroppo abbiamo subito gol nell’unico errore di marcatura da calcio d’angolo in un momento del match avaro di occasioni da gol. I ragazzi sono stati bravi a reagire e a trovare il pareggio. Bravi anche nel cercare il gol vittoria, anche se non ci siamo riusciti. Ho avuto però le risposte caratteriali».

Nel prossimo turno l’Osimana salirà domenica sul campo della Vigor Senigallia.

OSIMANA: Vaccarini, Baro, Postacchini, Castorina, Brasili (14’ st Durazzi), Leonardi (33’ st Montesi), Bediako, Ferri, Giuliani, Gabbanelli, Persiani (25’ st Campanelli). All. Ceccacci

VILLA MUSONE: Cingolani, Albanesi, Perna, Fornari, Lombardi Mic., Capra (22’ st Lombardi Tom.), Agostinelli (17’ st De Martino), Mascambruni, Tonuzi (42’ st Shiroka), Borgognoni, Leonardi. All. Mancinelli

Arbitro: Paradisi di Pesaro

Reti: 28′ st Tonuzi, 37′ st Giuliani (rig)


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Lettera aperta alla signora Elsa Maria Fornero

L’ex ministro del lavoro “madre degli esodati” torna a Palazzo Chigi come consulente


Camerano, 21 luglio 2021 – Leggo e riporto da Wikipedia: “Elsa Maria Fornero è un’economista, accademica ed ex politica italiana. Ha ricoperto la carica di ministro del lavoro e delle politiche sociali, con delega alle pari opportunità, dal 16 novembre 2011 al 28 aprile 2013 nel governo Monti”.

Leggo e riporto da Il sole 24 ore: “sindacati, M5S e Lega in pressing contro il ritorno alla Fornero. Il 27 luglio parte il tavolo sul “dopo-Quota 100”. Una parte della maggioranza in fermento e spinge per flessibilità in uscita e Quota 41. Il Mef rimane cauto. E la stessa cautela sembra mostrare Palazzo Chigi, dove, nello stesso momento in cui comincia a diventare caldo il tema-pensioni, approda proprio la professoressa Elsa Fornero, che farà parte della squadra di consulenti e “consiglieri” del Comitato d’indirizzo per la politica economica…

Una notizia che ha mandato molti italiani in fibrillazione. Tra questi, un nostro lettore che ha inviato in redazione una lettera aperta indirizzata alla Signora che, ovviamente, non potevamo mandare sotto silenzio. Eccovela.

Cara signora Elsa Maria Fornero (foto by Wakeupnews),

in tutta sincerità e tantissimo rancore – quello che lei ha prodotto in me durante questi ultimi, lunghi, sofferti sette anni cui lei mi ha condannato per il reato (mai commesso) di “esodato” – ma davvero ha la faccia tosta di ripresentarsi a Palazzo Chigi? Ma… davero, davero? come direbbe Brignano.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero sa cosa significhi essere condannati – senza aver commesso reati di sorta – a non percepire per sette anni una pensione sacrosanta maturata legalmente? No che non lo sa, perché se lo sapesse quella sua legge, nove anni fa, non l’avrebbe mai firmata.

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, ma lei, davero davero non si è resa conto che in sette anni mi ha sottratto (che poi sarebbe un eufemismo) – moltiplicato per migliaia e migliaia di italiani come me – circa 50mila euro che moltiplicati per mille fanno cinquanta milioni? Oh, certo, non sono soldi che lei si è messa in tasca; sono però soldi che lei ha ordinato e permesso di sfilare dalle mie tasche, ed è ovvio che m’importa poco dove siano finiti o come siano stati spesi. Erano miei e lei ha ordinato che non mi venissero riconosciuti. L’ha fatto di sua iniziativa, senza neppure domandarmi se fossi d’accordo!

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, si è mai resa conto che l’ammontare mensile della mia pensione, che lei per sette anni mi ha negato, era pari a quanto guadagnato da lei in un giorno da ministro? E questa riflessione mi fa giungere alla conclusione che quelle sue famose lacrime versate all’annuncio della sua legge, erano lacrime d’un coccodrillo strapagato e anche un tantino ipocrita. Perché vede, lei non era obbligata a firmarla quella legge. Se davvero – come disse – comprendeva il dramma in cui stava per far sprofondare migliaia e migliaia di italiani, avrebbe potuto dire no.    

Cara signora Elsa Maria Fornero ex ministro del lavoro e delle politiche sociali, per favore, mi ascolti. Di danni ne ha fatti già abbastanza. Dica al premier Draghi che ci ha ripensato e se ne resti a casa. A 73 anni, non credo lei abbia ancora bisogno di ulteriore visibilità. Anche perché a me, sinceramente, di saperla lì un po’ inquieta, anche se ci sta aggratis. Resti a casa, per favore. Se non lo vuole fare per la sua, lo faccia almeno per la mia dignità e per quella di migliaia e migliaia di italiani da lei esodati. Un favore, dopo averci condannato a sette anni di sacrifici, potrebbe anche farcelo, non crede?

(segue firma)

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