Promozione. Senigallia brinda con Coppa e abbatte l’Osimana

Campionato PROMOZIONE girone A

 

Fc Senigallia – Osimana 1 : 0

Senigallia. L’Osimana non riesce a ripetere il bel risultato colto contro il Barbara. La squadra di Ceccacci cade al Bianchelli. Più concreto e pimpante il Fc Senigallia. Più cinico e spietato. Con un gol in diagonale di Coppa risolve a proprio favore la sfida contro i giallorossi.

Torna a sorridere la squadra di Goldoni che in settimana aveva festeggiato anche la qualificazione in Coppa Italia facendo fuori il quotato Olimpia Marzocca. Centrando oggi anche la prima vittoria in campionato riscattandosi dopo la sconfitta interna di una settimana prima contro il Moie Vallesina.

La gioia di Coppa, attaccante del Senigallia
La gioia di Coppa, attaccante del Senigallia

Soffre il Senigallia, ma vince. Un po’ sottotono la capolista Osimana che subisce il gol di Coppa al 16′, con l’attaccante abile a gonfiare la rete dal cuore dell’area dopo l’assist di Sebastianelli. L’Osimana ci prova nella frazione iniziale con Pericolo e Ferri, ma Minardi non corre grossi pericoli.

Nella ripresa Polenta compie due bei interventi. Con l’entrata di Gabbanelli i senzatesta sembrano prendere vigore, ma non riescono a pungere la difesa di casa. L’Osimana non può che piegare la testa per la prima sconfitta in campionato. ‘’Anche se la squadra ha dimostrato carattere e potenzialità. Non è poco. Un plauso ai ragazzi della curva, sempre presenti a sostenere e incitare la squadra’’ fanno sapere dalla dirigenza giallorossa.

Sabato l’Osimana tornerà a giocare in casa ospitando la Laurentina.

FC SENIGALLIA: Minardi, Sdruccioli, Spezie, Candelaresi (12’ st Ripesi), Giantomasi F., Rosi, Cusimano, Sebastianelli, Chicco (7’ pt Marini), Terrè (45’ st Bellagamba), Coppa. A disp. Fraboni, Gresta, Rossetti, Giudici. All. Goldoni

OSIMANA: Polenta, Baro, Castorina (30’ st Raimondi), Colletta, Brasili, Postacchini, Campanelli (16’ st Gabbanelli), Ferri (34’ st Castellano), Giuliani, Pericolo, Persiani. A disp.Vaccarini, Lucarini, Leonardi, Montesi. All. Ceccacci.

Arbitro: Casola di Ascoli Piceno.

Rete: 16’ pt Coppa

Note: espulso Sebastianelli per doppia ammonizione al 38’ st


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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