Piscina campo pesi palestra e tanto sudore per il volley femminile della Lardini Filottrano

Tre sole riconferme e tante novità per alzare l’asticella dalla A2

la rosa e lo staff tecnico della Volley Lardini Filottrano 2016/2017
la rosa e lo staff tecnico della Volley Lardini Filottrano 2016/2017

Filottrano. Stanno sudando ormai da una settimana. Piscina, campo, sala pesi, palestra, pallone. Inseguendo un sogno. Che però al momento è meglio non pronunciare. La Lardini Filottrano, alla terza stagione di fila nel campionato di volley femminile di A2, proverà a migliorare il risultato dell’anno scorso che ha visto le rosanero eliminate al primo turno di playoff per l’A1. In quel  beffardo epilogo nel golden set di fine aprile a Trento, dove un paio di palloni hanno fatto la differenza in positivo per le locali.

Ripartiamo dal buon risultato dello scorso campionato per cercare di costruire una stagione importante’’ ha sussurrato coach Massimo Bellano. Nuovo sulla panchina filottranese, come molte novità ci sono in squadra. Tre sole le riconfermate: la bandiera Federica Feliziani, libera di volare a salvare ancora palloni per la causa filottranese. E poi le centrali Elisa Rita e Asia Cogliandro. Per il resto volti nuovi, tra cui quelle delle esperte Chiara Negrini e Tereza Vanzurova. Senza dimenticare le nazionali assenti in questi primi giorni di preparazione: Alessia Mazzaro e Lana Scuka  impegnate rispettivamente con l’Italia juniores e la nazionale slovena.

’Vogliamo alzare l’asticella, anche se quello di quest’anno è solo un punto d’inizio’’ si è lasciato uscir di bocca il presidente onorario Giovanni Morresi.

L’inizio del campionato è fissato per domenica 16 ottobre, in casa, contro le romagnole del San Giovanni Marignano. Un mese prima, il 17 settembre ore 16,45, prima amichevole sempre nel palas osimano contro la Tuum Perugia (B1).

Questa La rosa della Lardini Filottrano 2016/2017. Alzatrici: Francesca Bosio (’97), Sonia Galazzo (’97). Attaccanti: Elena Cappelli (’96), Chiara Negrini (’79), Lana Scuka (’96), Sofia Tosi (’97), Tereza Vanzurova (’91). Centrali: Asia Cogliandro (’96), Alessia Mazzaro (’98), Elisa Rita (’93). Liberi: Federica Feliziani (’83), Martina Marangon (’98). Allenatore: Massimo Bellano. Viceallenatore: Andrea Quintini. Aiuto allenatore: Andrea Graziani. Assistenti tecniche: Valentina Brunacci e Chiara Fabbretti. Preparatori atletici: Alessandro Giampieri e Antonio Ortenzi. Fisioterapista: Ilaria Barontini. Addetta alle statistiche: Marica Magagnini. Team manager Stefano Frogioni.


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di Paolo Fileni

L’assurda burocrazia di Trenitalia

L’odissea di un’anconetana infortunatasi nel viaggio in treno tra Fano e Pesaro


29 maggio 2020 – Se viaggiate per ferrovia con Trenitalia, attenti a non farvi male, potreste non ricevere mai il risarcimento dovuto. O, nella migliore delle ipotesi, doverlo aspettare per anni. Vi racconto una storia.

C’è questa ragazza, una 35enne anconetana, che a Fano (foto) la mattina del 7 novembre 2019 sale sul regionale 11582 (partito da Ancona), con destinazione Bologna. Il convoglio, come al solito, è strapieno. La giovane cerca un posto a sedere ma non lo trova. Sale al primo piano di una carrozza ma anche lì non c’è posto. Allora, scende di sotto per continuare la ricerca. Ma è qui, quando ormai la stazione di Pesaro si sta avvicinando, che il tacco della sua scarpa sinistra – non un tacco a spillo, ma un tacco di 2-3 centimetri largo e quadrato – s’incastra nel bordo esterno metallico troppo rialzato del nono gradino della scala.

La malcapitata perde l’equilibrio. È in perfetta forma fisica e ha le mani libere dal momento che porta uno zainetto sulle spalle. Con la mano destra tenta di aggrapparsi al corrimano ma non lo trova e rovina pesantemente al suolo sbattendo con violenza il mento e la testa.

Viene immediatamente soccorsa dagli altri passeggeri. Viene chiamato il capotreno che solerte stila un rapporto sull’accaduto. Alla successiva fermata di Cattolica, in stazione ad attenderla ci sono i sanitari del 118 che in ambulanza la trasportano all’ospedale Cervesi dove, dopo gli esami e le radiografie, le viene riscontrata la frattura del quarto metacarpo della mano destra, un lieve trauma cranico e un’ampia ferita lacero contusa al mento che necessita di punti di sutura.

Insomma, una brutta botta. Senza contare che dopo la rimozione del gesso alla mano portato per trenta giorni, la giovane si è dovuta sottoporre a cicli di magnetoterapia e fisiochinesi per il recupero dell’articolazione. L’anconetana, per essere risarcita del danno subito, si affida allo Studio3A-Valore, una società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei cittadini.

Sulla carta sembra una pratica semplice: ci sono decine di testimoni, c’è il referto del capotreno, c’è la documentazione medica completa, copia del biglietto e quant’altro. La documentazione viene spedita a Trenitalia, ma Trenitalia non risponde. Né alla richieste di aprire il sinistro, né alle richieste di trasmettere copia del rapporto dell’infortunio. Non risponde neppure ai tanti solleciti caduti nel vuoto. Ed è chiaro che l’emergenza Covid-19 non è una giustificazione accettabile.

Finalmente, il 25 maggio 2020 la società Centro Processi Assicurativi, incaricata per la gestione tecnica dei sinistri dalle Ferrovie dello Stato, comunica la presa in carico del sinistro in questione, ma cosa chiede tra i documenti “senza i  quali la pratica non potrà avere seguito?” Sì, proprio quello: il verbale del capotreno! Quel verbale che possiede solo Trenitalia e che Studio3A ha richiesto invano per sei mesi. Intanto, la giovane anconetana aspetta… perché in Trenitalia non sono solo i convogli a viaggiare in ritardo, pure le pratiche vanno a rilento. Specie quelle risarcitorie!

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