Passatempese: una vittoria per Domenico e Marina

Colti i tre punti contro il Metauro, ma il pensiero è per Samuel

Promozione girone A
Passatempese – Nuova Real Metauro 3 – 2

Osimo. Commozione ed emozione ancora una volta allo stadio Muzio Gallo di Passatempo. Minuto di silenzio prima del fischio d’inizio e lutto al braccio per la Passatempese in ricordo di Domenico Di Michelangelo e Marina Serraiocco, genitori del piccolo Samuel (che milita nei Piccoli Amici della Passatempese), l’unico a salvarsi nell’inferno dell’hotel Rigopiano.

Il minuto di raccoglimento per Domenico e Marina
Il minuto di raccoglimento per Domenico e Marina

Oggi anche una delegazione della società gialloblu sarà presente al funerale a Chieti della sfortunata coppia. La partita e la vittoria passano quasi in secondo piano. I gialloblu tornano a muovere la classifica da tre punti dopo la sconfitta di misura, nell’ultima uscita, sul terreno dell’Atletico Alma.

Passatempese determinata che sfiora subito il vantaggio e lo realizza poi con Maraschio che fa centro dopo uno schema da calcio d’angolo. Il raddoppio non tarda ad arrivare: lo sigla con un tocco morbido Ghergo servito da Maraschio. Sono passati appena venti minuti.

Nella ripresa la Nuova Real Metauro cerca la rimonta. Il tiro cross di Pedini rimbalza sulla traversa dopo otto minuti dal fischio d’inizio del secondo tempo. Al 22’ la formazione ospite riesce ad accorciare le distanze con Giuliani che a tu per tu con Moscoloni non può sbagliare.

La Passatempese costringe gli avversari nella propria area di rigore
La Passatempese costringe gli avversari nella propria area di rigore

La Passatempese però non può permettersi di perdere. Nemo con un eurogol, stop e tiro spalle alla porta, mette in cassaforte il risultato che non viene intaccato dal gol di Parmegiani in pieno recupero che rende solo meno pesante il passivo per il Metauro.

E domenica per la Passatempese scontro playoff in casa della Vigor Senigallia.

PASSATEMPESE: Moscoloni, Di Chiara, Zoli (41′ st Graciotti), Iannaci, Strappini M., Mandolini, Mezzanotte, Capotondo, Ghergo (18′ st Nemo), Maraschio (26′ st Stortoni), Staffolani. A disp. Zepponi, Caporaletti, Censori, Nicoletti P. All. Strappini S.

NUOVA REAL METAURO: Petrini, Parmegiani, Omiccioli, Pagnoni, Vagnini, Abbondanzieri (25′ st Gasparrini), Boiani, Giuliani E., Bracci, Sorgente (20′ st Traiani), Sbrega (1′ st Pedini). A disp. Cespuglio, Giuliani M., Cerretti, Giacomelli. All. Rondina

Arbitro: Ferretti di Jesi

Reti: 4′ pt Maraschio, 20′ pt Ghergo, 22′ st Bracci, 40′ st Nemo, 47′ st Parmegiani


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Fate come vi pare, ma non siate stupidi!

Breve reportage sul professor Matteo Bassetti al Festival osimano del Giornalismo d’inchiesta delle Marche


Camerano, 12 settembre 2021 – C’è questo fatto dello scorso venerdì, quello del professor Matteo Bassetti (al centro nella foto) – infettivologo e direttore della Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova – ospite al Teatro Torquis di Filottrano della decima edizione del Festival del Giornalismo d’inchiesta delle Marche.

C’è la reazione sui social alla notizia pubblicata da Corriere del Conero, da parte di centinaia di lettori o pseudo tali, che hanno letteralmente massacrato Bassetti per il suo ardire a partecipare ad un festival giornalistico, lui che: “giornalista non è”, “più divo televisivo che infettivologo”, “stattene a casa, merda”, “vergognati, sei al soldo delle Bigfarma e racconti un sacco di balle”, e altre simili amenità postate dai tantissimi laureati all’Università dell’insulto-ignoranza-maleducazione.

A salutarlo, l’altra sera a Filottrano, c’erano il Prefetto di Ancona Darco Pellos, il presidente dell’Ordine dei giornalisti delle Marche Franco Elisei, l’ex sindaco di Osimo Stefano Simoncini che il Covid ha costretto su una carrozzina, lo staff organizzativo dello Ju-Ter Club e di +76, una platea di spettatori contingentata dalle normative antivirus e tantissime forze dell’ordine: Carabinieri, Polizia, Digos, Polizia Locale.

Da emerito ignorante in materia di pandemie, possessore del Green Pass (senza il quale non avrei potuto essere lì, né svolgere la professione di giornalista che racconta eventi e partecipa alle conferenze stampa, senza per questo sentirmi costretto, discriminato o defraudato della mia libertà d’espressione o di movimento), ho passato oltre due ore ad ascoltare Bassetti. E la conclusione è che mi è piaciuto sia come uomo sia come medico. Mi piace il suo modo schietto e diretto nel raccontare, il suo parlar chiaro senza timore di mandare a quel paese chi dice stronzate (modus che mi appartiene), la sua preparazione che non mi appartiene affatto.

Pensatela come vi pare. In natura, ogni specie ha il dovere di fare qualunque cosa in suo potere per salvaguardarsi, iniziando dal singolo e dalla cerchia parentale. Non esiste una regola o un protocollo, esiste l’istinto, nel caso del genere umano il buon senso, specialmente quando il nemico da combattere non si conosce e le azioni vanno inventate lì per lì e pesate in base alle sue reazioni. Inoltre, gli errori vanno messi in conto. Per cui, al di là delle mie impressioni personali, ecco alcune cose dette l’altra sera in ordine sparso da Bassetti. Leggetele come vi pare.

“Quando la critica diventa violenza, allora è inaccettabile”; “Noi siamo fortunati, chi protesta contro i vaccini dovrebbe pensare a tutti quei Paesi che ci invidiano il nostro accesso alle cure. In Africa è stata vaccinata solo il 2% della popolazione”; “il nostro sistema sanitario è uno dei tre migliori al mondo”; “in un mese, durante la fase acuta della pandemia, alcuni medici ed infermieri hanno accumulato fino a 230 ore di straordinario, e su quello non hanno avuto un euro”; “per dedicarci completamente al Covid, abbiamo chiuso gli altri reparti e questo non è più accettabile”; “quando la politica entra nella medicina fa un grande casino, ognuno faccia il suo mestiere”; “ho molta paura di quella politica che fa l’anti-scienza”.

A Matteo Bassetti piace la televisione? È vero. Nelle 50 stanze della terapia intensiva al San Martino, grazie ad una donazione del Rotary di Genova ha fatto installare 50 televisori: “i pazienti non potevano sentire la voce per via dei respiratori accesi, ma almeno vedevano delle immagini in movimento anziché una parete bianca”.

Non vedo l’ora di poter fare il terzo richiamo del vaccino. Non perché sia un maniaco delle inoculazioni, tutt’altro. Semplicemente perché al momento la medicina non ha altro da offrire per combattere le varianti del Covid e, come ha spiegato Bassetti: “le varianti si sviluppano proprio là dove il tasso di vaccinazione è stato molto basso, non a caso sono arrivate dall’Inghilterra, dal Brasile, dall’Africa…” Scuole di pensiero… In ultimo, ma questo lo dico io, fate un po’ come vi pare ma non siate stupidi né tantomeno violenti!

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