Pareggio nella stracittadina

Osimana e Passatempese cercano di superarsi, ma alla fine prevale l’equilibrio

Promozione girone A
Osimana – Passatempese 2-2

Osimo. Un derby nel vero senso della parola. Palpitante in alcuni tratti, meno spettacolare in altri. Osimana e Passatempese si accontentano del punto. Pari anche nelle espulsioni. Una per parte, una per tempo decretate da un arbitro sceso da Trento.

L'esultanza della Passatempese dopo il gol dello 0 - 1 di Capotondo
L’esultanza della Passatempese dopo il gol dello 0 – 1 di Capotondo

La partita per mister Lombardi al debutto sulla panchina giallorossa e per la sua Osimana si mette subito in salita. Perché La Passatempese parte meglio. Tiene il pallino del gioco, va in vantaggio con il biondino Capotondo che fa secco Vaccarini, si rende pericolosa in un altro paio di azioni.

Fino alla mezz’ora abbondante del primo tempo. Poi esce fuori l’Osimana. Si sveglia dal torpore, colpisce con due fendenti. Il primo di un difensore: Baro servito da Bediako firma l’1-1. Poi, dopo pochi minuti, arriva la rasoiata in diagonale di sinistro di Pericolo con il pallone che va a toccare il palo interno prima di terminare in rete per il 2-1.

L'esultanza dell'Osimana dopo il gol del pareggio
L’esultanza dell’Osimana dopo il gol del pareggio

Baro si rovina il gol nel derby con un’entrata scomposta su Maraschio costretto a uscire in barella dal campo. Il difensore dell’Osimana viene espulso sul finire del primo tempo. Il fantasista gialloblu finisce invece all’ospedale per accertamenti che escludono guai seri: solo una gran botta nel costato.
Nella ripresa le emozioni latitano. Solo un guizzo importante. Quello di Censori nel finale di partita che serve alla Passatempese per riprendere i ‘’cugini’’. Bel tifo e corretto quello offerto dalle tue tifoserie.

Mister Massimo Lombardi dell’Osimana. ‘’Abbiamo dato tutto. La squadra e’ viva anche se c’è da migliorare sia tatticamente che dal punto di vista fisico. Siamo stati bravi a scuoterci dopo un avvio contratto e dopo aver preso gol. Abbiamo ribaltato il risultato e seppur in dieci nel secondo tempo non abbiamo rischiato nulla. Peccato che su una nostra indecisione abbiamo subito gol non riuscendo invece a chiudere la partita in quelle due tre occasioni capitate sui nostri piedi’’.

Mister Simone Strappini (Passatempese): ‘’Dispiace per i due errori difensivi sfruttati dai giocatori giallorossi. E’ stata la partita che mi aspettavo. Quando una squadra cambia allenatore vuole far sempre bene. Per giunta in un derby casalingo. L’agonismo non è mancato. E’ vero del brutto fallo di Baro, ma poi nella ripresa anche un nostro giocatore è stato espulso per doppia ammonizione. Tensione che ci ha fatto sbagliare anche qualche passaggio di troppo’’.

Lo spettacolo giallorosso sugli spalti
Lo spettacolo giallorosso sugli spalti

Dopo la stracittadina la Passatempese sabato tornerà a giocare in casa ospitando il Fc Senigallia. Trasferta impegnativa per l’Osimana che salirà sul campo della corazzata Olimpia Marzocca.

OSIMANA: Vaccarini, Brasili, Baro, Leonardi (15’ st Gallina), Postacchini, Durazzi, Ferri, Colletta, Bediako (30’ st Gabbanelli), Pericolo, Castorina. All. Lombardi

PASSATEMPESE: Moscoloni, Stortoni (26’ st Petitti), Zoli, Iannaci, Strappini Marco, Mandolini, Mezzanotte Gianluca, Capotondo (29’ st Censori), Ghergo, Maraschio (48’ pt Nemo), Mezzanotte Mattia. All Strappini Simone

Arbitro: Scifo di Trento

Reti: 27’ pt Capotondo, 34’ pt Baro, 38’ pt Pericolo, 37’ st Censori

Note: espulsi Baro per gioco violento al 43’ pt e Mezzanotte G. per doppia ammonizione al 35’ st


Lascia un commento

Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Meglio essere formica o essere cicala?

Riflessioni a confronto nell’evolversi della società


Camerano, 19 giugno 2022 – La favola di Esopo la conosciamo tutti, sì sì, quella della formica e della cicala. Quella dove si racconta delle formiche che passano tutta l’estate a faticare e a immagazzinare semi e provviste per l’inverno, mentre le cicale se ne fregano delle provviste e dedicano i mesi estivi a godersi il sole e a cantare da mattina a sera. Poi, quando l’estate passa e arriva il freddo dell’inverno, le formiche hanno cibo per superarlo mentre le cicale muoiono di fame.

Morale a parte (è chiaro che Esopo ci tramette la negatività dell’essere cicala), ai giorni nostri, essere formica vale ancora la pena? Voglio dire, visto l’andazzo delle cose, ha ancora senso passare una vita a spaccarsi la schiena per assicurarsi un inverno decedente e sostenibile, oppure è meglio godersela quanto più è possibile, fare ciò che si vuole e non ciò che si deve, tanto alla fine quando viene l’inverno ci sarà qualcuno che penserà anche alle cicale?

Negli ultimi sessant’anni il mondo è cambiato parecchio. Per certi versi in bene, per altri in male. Parecchio in male. I nostri genitori, negli anni ’60 del secolo scorso, hanno iniziato a fare le formiche e, dopo una vita di lavoro, rinunce e tanto sudore, in linea di principio sono riusciti ad avere una casa di proprietà e ad assicurarsi una vecchiaia senza tribolazioni. Ma quelli erano anni in cui le regole esistevano ed erano rispettate. Oggi?

Oggi, ai genitori dell’ultima generazione non basterebbero tre vite vissute nelle rinunce per riuscire a mettere al sicuro la propria vecchiaia né, tantomeno, a garantire serenità ai propri figli; e forse è anche per questo che di figli non se ne fanno più. Allora, visto come stanno le cose, che senso ha essere formica? Meglio essere cicala, se non altro me la sono goduta!

Meglio essere cicala anche perché, quando l’inverno arriva, arriva anche la Naspi, il reddito di cittadinanza, il sussidio di disoccupazione, lo sconto sulle bollette in base al proprio Isee (che più è basso e meglio è). Il lavoro? Ma che, sei matto? Chi me lo fa fare di sudare le proverbiali sette camicie quando, stando a casa in canottiera, mi danno comunque dei soldi per vivere?

Certo, mica tutti sono così… cicale, le eccezioni esistono, ma sono milioni quelli che non fanno eccezione. Quelli che (anziani indigenti a parte) oggi succhiano dal sociale tutto ciò che possono e che dicono: domani si vedrà! Eppoi, sai che domani! Le pensioni spariranno, così come tanti lavori. Magari arriva la terza guerra mondiale e… amen. Il lavoro è sempre più precario e non permette di programmare il futuro. La vita è così breve che va vissuta e non certo subìta. Meglio mille volte cicala che formica!

Eddai, ci risiamo! Eppure, basterebbe così poco. Basterebbe pagare salari equi ed onesti, con denaro che abbia un potere d’acquisto reale e solido, cosicché, dopo aver pagato l’affitto, le bollette, il cibo per la famiglia, la scuola dei propri figli, restasse ancora qualcosa per qualche capriccio. Negli anni ’60 era così, poi è arrivata la globalizzazione e la Terza Repubblica.

Ma negli anni ’60 le cicale si contavano sulle dita di una mano, e venivano additate come esempio negativo. Oggi, nel 2022, è l’esatto opposto; oggi, le cicale vengono osannate sui social. Fare sacrifici, lavorare sodo anche per poco, aspirare ad un traguardo migliore, sono modi di vivere che non ci appartengono più: che siano le formiche a fare fatica!

© riproduzione riservata


link dell'articolo