Oro argenti e bronzo, gran bottino dell’Atletica Osimo

Osimo. Una medaglia d’oro, tre argenti ed un bronzo: questo l’ottimo risultato ottenuto dai giovani dell’Atletica Osimo, nel fine settimana ad Ancona, nell’ambito dei Campionati Regionali di staffette per categorie Ragazzi/e e Cadetti/e.

Il podio svedese Cadette. (foto Davida Ruggeri)
Il podio svedese Cadette. (foto Davida Ruggeri)

Il metallo più pregiato è stato conquistato nella svedese Cadette (distanze di 200 m. – 400m. – 600m. – 800m.), dalla formazione composta da Giulia Tonti, Agnese Moschella, Irene Pesaresi ed Angelica Ghergo, fresca vincitrice del bronzo agli Italiani di Cles nei 300 hs. Tempo finale di 5.51.8, con discreto margine sulla Collection Atl. Sambenedettese, seconda classificata (nella foto Davida Ruggieri, il podio della svedese Cadette).

Le stesse atlete, poco più di un’ora prima, avevano vinto l’argento nella 4×100, con il tempo di 52.6, battute soltanto dal forte quartetto dell’Atletica Chiaravalle. Seconde all’arrivo anche le Ragazze della 3×800: Fatima Ezzara Houti, Serena Frolli e Sara Baldinelli chiudevano in 8.54.2, dietro l’Atl. Sangiorgese R. Rocchetti.

Stesso piazzamento ed argento anche per la 3×800 Ragazzi con Tommaso Ajello, Filippo Iurini e Dennis Mengoni, con il tempo di 8.02.2, sempre dietro il terzetto sangiorgese.  Ultimo podio, con il bronzo nella svedese Ragazzi (distanze di 100 – 200 – 300 – 400 m.), grazie a Francesco Mezzelani, Dennis Mengoni, Filippo Iurini e Tommaso Ajello (2.33.6 il loro tempo).

Per le altre formazioni giallorossoblu  presenti sulla pista dell’I. Conti di Ancona, un settimo posto per la svedese Ragazze (Benedetta Saracchini, Maria Sofia Proserpio, Gaia Valente, Fatima Ezzara Houti) ed un ottavo per la 4×100 Ragazze (Sara Baldinelli, Gaia Valente, Benedetta Saracchini, Maria Sofia Proserpio).

Nella classifica finale a squadre, un bel quarto posto, dietro l’Atl. Sangiorgese, la SEF Stamura Ancona e la Collection Sambenedettese, considerando che l’Atletica Osimo non era riuscita a schierare formazioni nella categoria Cadetti.

                                   

di Sergio Fossati Pesaresi   


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Pane Burro & Marmellata

Una striscia quotidiana di riflessione

di Paolo Fileni

Primo Maggio con mascherina

Nessun corteo, nessuna bandiera, nessun concerto, pochi vaccini


1 maggio 2021 – Oggi, esattamente come un anno fa. E questo editoriale potrebbe finire qui. Trecentosessantacinque giorni fa, giorno più giorno meno, uscivamo da una dura segregazione forzata in casa dovuta ad una pandemia ignorata da tutti. Erano i giorni degli striscioni ai balconi che recitavano “andrà tutto bene”, “insieme ce la faremo”. Invece, a distanza di 12 mesi siamo ancora qui a misurare quotidianamente i morti per Covid e le persone in quarantena. A registrare l’evoluzione di un virus che sembra invincibile con la sua capacità di trasformarsi in cento varianti sparse nel mondo sempre più aggressive.

Prima ondata, segregazione in casa, apertura; seconda ondata, chiusure forzate; regioni gialle, arancioni, rosse. Obbligo dell’uso delle mascherine, del lavaggio delle mani, del rispetto delle distanze… Traffici e frodi per una bombola d’ossigeno introvabile, gli speculatori dei respiratori, le terapie intensive al collasso, bare accatastate in un magazzino qualsiasi, morti mai consegnati ai parenti. Variante inglese, brasiliana, indiana… E poi l’arrivo dei vaccini, i ritardi nelle consegne, i furbetti del “vax prima io” o del “no vax”…

A riviverli così, questi ultimi 12 mesi, ci rendiamo conto che il vocabolario non ci appartiene. Fatti, accadimenti, decisioni e comportamenti alieni al genere umano. Invece no, è tutto vero, reale. È successo nel nostro quotidiano, sta succedendo e continuerà a succedere. Alla faccia di chi fa finta di niente o bolla tutto come un enorme complotto ordito per governare e soggiogare il popolo, per togliergli ciò che di più sacro esiste: libertà e lavoro.

Oggi, festa dei lavoratori, la libertà del popolo è legata ad una vaccinazione di massa che va troppo a rilento e i lavoratori, stremati dal rispetto delle regole anticoronavirus e con il fiato corto dietro le mascherine, non hanno nulla da festeggiare. Un po’ perché in tanti il lavoro l’hanno perso, altri perché non hanno più i fondi necessari a sostenere l’attività.

Niente celebrazioni dunque, niente cortei, bandiere al vento o concerti in piazza com’era uso fare fino a un paio d’anni fa. Non ci sono i presupposti. Sarà un Primo Maggio con la mascherina: unico orpello concesso in tempo di pandemia.

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